lunedì 28 giugno 2021

Macerato d'ortica: concime, antiparassitario e tuttofare per il balcone.

Buongiorno amici coltivatori e appassionati di verde e natura. Ritorno a pubblicare a distanza di qualche anno dall'ultimo post. Questa mattina vorrei parlarvi di un macerato che ho ribattezzato "tuttofare". Stiamo parlando del macerato d'Ortica. Infatti esso è ottimo come concime naturale, è utilissimo come antiparassitario e ha un buon potere rinvigorente se spruzzato sulle foglie. Ho avuto il piacere di testarlo personalmente, da circa due anni lo utilizzo, sulle mie colture e devo dire che non mi ha mai deluso.
Certo non dobbiamo farci delle false illusioni o delle aspettative troppo elevate, infatti il macerato non risolverà certamente tutti i nostri problemi, però ci può dare una grossissima mano nel mandare avanti e far crescere nel modo migliore le nostre adorate figlie verdi. 

La tabella sottostante elenca le proprietà del macerato:

Vediamo di cosa si tratta e come realizzare il macerato:

Che cos'è l'Ortica: l'Ortica comune (Urtica dioica) prende il nome dioico dal modo in cui si riproduce. Infatti gli stami e i pistilli sono portati da due piante differenti, maschile e femminile. È una pianta erbacea perenne con fusti eretti, alti fino a 120 cm, ricoperti da peluria urticante al tatto. Anche le foglie sono ricoperte dalla stessa peluria e si presentano opposte, ovato-lanceolate e con margini seghettati. I fiori di colore giallo-verde, sono riuniti in spighe che si dipartono dall'ascella fogliare. I femminili sono ricadenti, i maschili sono eretti. È una specie molto comune su tutto il territorio Italiano. Per svilupparsi preferisce zone con ruderi o macerie, bordi di strade, fossi e terreni ricchi di azoto e materiale organico in decomposizione. Si trova dal piano fino ai 1800 metri di altezza.


Come raccogliere: l'Ortica va raccolta senza radice e utilizzando dei guanti. Questo per evitare che il liquido irritante, formato da varie sostanze tra cui l'acido formico, entri a contatto con la nostra cute provocando pruriti e vescicole. Importante è non eliminare completamente tutte le piante presenti sul terreno che abbiamo scelto per la raccolta. Infatti per assicurare la corretta riproduzione della nostra preziosa pianta facciamo in modo di lasciare intatti diversi esemplari maschili e femminili. In questo modo avremo sempre una abbondante riserva fresca di Ortica.

Quando e dove raccogliere: il periodo migliore per la raccolta è la primavera inoltrata e l'estate fino alla comparsa dei primi semi. In effetti l'Ortica può essere raccolta e utilizzata in ogni momento dell'anno, ma la quantità di sostanze preziose che attraverso la macerazione si riverserà nell'acqua sarà massima proprio nei mesi estivi. Per la scelta della zona di raccolta teniamo presente un paio di regole fondamentali:
  1. Evitiamo i bordi di strade molto trafficate o che siano notoriamente inquinate.
  2. Evitiamo campi privati o nei pressi di fabbriche o stabilimenti.
  3. Scegliamo zone lontano da città e di cui conosciamo il terreno.

Materiali per la macerazione: il materiale occorrente per la macerazione è:
  • Ortica
  • Contenitore in plastica o legno (evitare il metallo per l'effetto ossidativo dell'ortica durante la fermentazione)
  • Forbici
  • Acqua distillata
  • Guanti
  • Mestolo in plastica o legno
  • Coperchio non ermetico
  • Cenere
  • Eventuale polvere di roccia per controllare gli odori
  • Imbuto con retina per la filtrazione

Come dosare prima della macerazione: dopo aver raccolto la nostra Ortica, possiamo iniziare l'opera di pulitura, sminuzzamento e pesatura. Per fare un ottimo macerato, io ho utilizzato la dose di 1:10, cioè 1 Kg di pianta fresca in 10 litri di acqua distillata. Si può anche utilizzare una dose più concentrata di 1:5, cioè 1 Kg di pianta fresca in 5 litri di acqua distillata. Questa seconda dose è più efficace se si usa il macerato come antiparassitario.


Come macerare: una volta scelto il contenitore, posizioniamo all'interno l'Ortica sminuzzata e priva di radici. Io ho utilizzato taniche da 5 litri, quindi ho messo all'interno 500 grammi di pianta fresca sminuzzata. A questo punto ricopriamo il tutto con l'acqua distillata. Per potenziare le proprietà fertilizzanti possiamo aggiungere al composto un cucchiaio di cenere di legna. Poniamo il contenitore in un luogo riparato ed esposto al sole. Per gli odori invece, se proprio non sopportiamo l'odore o i vicini si lamentano, possiamo aggiungere un cucchiaio di polvere di roccia. Importante è far respirare ed ossigenare il tutto, per questo giriamo il composto una volta al giorno. Se la macerazione sta andando nel verso giusto dopo uno due giorni comparirà in superficie una schiuma caratteristica e dall'odore pungente. Se le temperature sono elevate, sopra i 25°C, il macerato sarà pronto in una quindicina di giorni. Comunque ci renderemo conto che la fermentazione è completa perché l'acqua acquisirà un colorito marrone scuro e non affiorerà più la schiuma superficiale. A questo punto filtriamo il liquido, per eliminare eventuali residui grossolani, e procediamo con la diluizione.

Come dosare dopo la macerazione: Una volta ottenuto il macerato, dopo una quindicina di giorni, o comunque quando non presenterà più la schiuma superficiale, come già detto sopra, procederemo con la filtrazione e la diluizione nella dose di 1:10, cioè 1 litro di macerato per ogni 10 litri di acqua. 

Come utilizzare il macerato: il macerato una volta diluito nella misura di 1:10, può essere utilizzato come ottimo fertilizzante liquido e rinvigorente per i germogli e le piante colpite da parassiti o malattie crittogamiche. Si può versare direttamente nel vaso con l'acqua di annaffiatura, oppure nebulizzarlo con un nebulizzatore direttamente sulle foglie delle piante. 
Importante è anche il tempo di macerazione. Infatti in base al tempo di fermentazione avremo:
  • Macerato di 12 ore fino a fine fermentazione: utilizzabile non diluito come antiparassitario contro afidi e ragnetto rosso.
  • Macerato completo: utilizzabile come fertilizzante e rinvigorente.

Dove, come e per quanto conservare il macerato: il macerato può essere conservato non diluito nel contenitore originario, in luogo fresco e la durata dei principi attivi può essere sfruttata anche a distanza di un anno dalla preparazione. Dopo un anno è consigliabile preparare un nuovo macerato.

mercoledì 4 marzo 2015

Calendario delle fasi lunari di Marzo 2015

Buonasera amici coltivatori e appassionati di verde urbano. Eccoci giunti di nuovo a Marzo. Questo mese è il mese della rinascita e del risveglio. Le nostre bulbose stanno facendo capolino e, nelle zone particolarmente miti già sono in fioritura da diverso tempo.
Oltre ai primi annunci di primavera, durante i 31 giorni di Marzo è possibile qualche colpo di coda dell'Inverno, soprattutto nella prima quindicina. Facciamo attenzione allora al controllo delle temperature, magari posizionando un termometro da esterno sul nostro terrazzo o balcone, che possono vanificare le nostre sementi compromettendone la germinazione.
Entro i primi giorni del mese è bene completare, in luna calante, la potatura della rosa e delle altre piante da fiore o arbusti che richiedono questi interventi.
Quando la temperatura sale sopra i 15°C spostiamo all'esterno, nelle ore diurne, le piante che avevamo ricoverato in appartamento, ripuliamole dalle eventuali foglie morte o appassite e verifichiamo se sia necessario un travaso. Non posizioniamole subito in una posizione in pieno sole, ma facciamo abituare la pianta gradualmente, per evitare bruciature sulle foglie e danni irreparabili.
Iniziamo una concimatura un po più abbondante per tutte le piante del nostro spazio verde, con macerato d'ortica e altri macerati naturali.
Questo è anche un buon periodo per rincominciare a rifornire le nostre scorte di piante da macero, tra cui ortica, equiseto, tarassaco, consolida, ecc... Si potrà continuare ala raccolta per tutto il periodo primaverile ed estivo.

Per i lavori da effettuare in luna calante e crescente rimando al post, già presente su questo blog, di Marzo 2014: http://verdebalcone.blogspot.it/2014/03/calendario-delle-fasi-lunari-di-marzo.html.

Ecco per voi il calendario del mese:


Buona coltivazione e buon inizio di stagione a tutti voi! 

giovedì 26 febbraio 2015

Basilico, scheda di riconoscimento e coltivazione in vaso.

Buongiorno amici verdebalconisti e coltivatori. Quest'oggi vi vorrei parlare di una aromatica, simbolo della nostra Italia, molto famosa in tutto il mondo e irrinunciabile sui nostri balconi, terrazzi e davanzali: il Basilico.
Questa aromatica, utilizzata tantissimo in cucina, è facilissima da piantare e coltivare in vaso, anche per chi si trova ad approcciare per la prima volta con il mondo della coltivazione. Il profumo dolce e avvolgente è inconfondibile e le spighe fiorite attirano insetti impollinatori, importantissimi per l'ecosistema e la riproduzione delle nostre amate piante.
Tra le varietà più diffuse vorrei ricordare il Basilico comune, il Basilico Genovese, famosissimo per essere utilizzato nel Pesto alla Genovese e a denominazione di origine protetta (DOP), il Basilico Greco, con foglie piccoline e fittissime, il Basilico a foglie di lattuga, con foglie grandi e di un verde intenso e il Basilico Porpora, con foglie di colore scuro, violaceo.


Bene, vediamo in dettaglio come si coltiva in vaso questa meraviglia della natura:

Nome: Basilico (Ocimum basilicum)

Com'è fatto: pianta erbacea annuale a portamento eretto e cespuglioso. Presenta fusti, alti fino a 60 cm, che tendono a lignificare alla base, eretti e ramificati. Le foglie opposte, di colore variabile, in base alla varietà, dal verde chiaro al nero, sono picciolate, ovato-lanceolate e leggermente seghettate, con apice acuminato. Se le si strofina, sprigionano un aroma dolciastro inconfondibile, che varia in base alla varietà coltivata, dall'odore di limone (Basilico Lemon), alla cannella (Basilico Cinnamon). I fiori bianchi o rosati, in base alla varietà, sono raggruppati in spighe verticillari, che partono dall'ascella fogliare e continuano dall'apice del fusto. I semi, di facile formazione, sono piccoli, neri, e possono essere conservati e interrati anche dopo 3-4 anni.


Dove è diffuso: il basilico è originario delle regioni calde dell'Asia tropicale, come l'india. In Europa e in Italia fu introdotto per il suo aroma e per l'utilizzo culinario e aromatico. In seguito è entrato a far parte così strettamente della cultura culinaria Italiana, da divenire un must in molti piatti. Il più famoso e rinomato è il Pesto alla Genovese, con cui il Basilico Genovese si è guadagnato il riconoscimento DOP. Si possono reperire le piantine o le foglie in qualsiasi vivaio o supermercato in ogni stagione.

Dove coltivare: come detto in precedenza, il basilico è una pianta che si adatta benissimo alla coltivazione in vaso. Si ottengono grandi risultati se si utilizzano vasi di medie e grandi dimensioni, dai 25-30 cm in su di diametro. Vanno benissimo anche le cassette o i contenitori smart POT e bacsac. Importante è controllare che vi siano fori di drenaggio sufficientemente grandi da garantire un ottimo drenaggio dell'acqua, in quanto i ristagni sono dannosi per la crescita di questa pianta.


Che terreno e come concimare: per il basilico utilizzare un terreno con una buona percentuale di sabbia, 40%, soffice, ricco di sostanza organica e ben drenante. Una miscela ideale è: terriccio universale 45%, sabbia di fiume 40%, letame maturo 15%. Evitiamo terreni argillosi, che si compattano se pressati con la mano, che soffocherebbero le radici. Per ottenere un ottimo drenaggio, posizioniamo sul fondo del vaso o del contenitore uno strato di argilla espansa o ciottoli. Le concimazioni non sono necessarie se, al momento della preparazione del terreno per la messa a dimora, forniamo una buona percentuale di materiale organico, come letame maturo o compost.

Come posizionare: preferisce zone ben soleggiate, anche se, nelle ore più calde della giornate, non disdegna una leggera ombreggiatura. Non posizionare in zone battute dal vento. Le esposizioni a Sud, Sud-Est sono le migliori. Necessita di una moderata umidità e non sopporta le temperature inferiori ai 10°C. In zone particolarmente fredde nelle ore notturne, anche durante i mesi estivi, consiglio di mettere a riparo le piante in una serra o con teli e tessuto non tessuto (TNT).


Quando innaffiare: durante la fase vegetativa necessita di abbondanti innaffiature. Bisogna fare attenzione che la terra non secchi mai completamente ma, allo stesso tempo, non si deve inzuppare il pane di terra. Infatti, sia l'eccessiva siccità, sia l'eccessiva somministrazione di acqua sono dannose per la salute della pianta. Quando il basilico necessita di acqua ci da dei segnali: le foglie appassiscono leggermente. In questo caso bisogna intervenire prontamente per evitare che l'appassimento arrivi a livelli irreversibili per la pianta.

Quando piantare e trapiantare: piantare il basilico è un operazione molto semplice e che da quasi sempre ottimi risultati. Per questo è molto indicata ai neofiti e per invogliare e far avvicinare i più piccoli alla coltivazione di piante ed ortaggi. I semi vanno impiantati verso febbraio-marzo in serra riscaldata, se le temperature scendono sotto i 10°C. Altrimenti è possibile mettere direttamente a dimora le sementi, a una distanza di 10 cm tra una pianta e l'altra. Utilizzare per la semina, un terreno soffice e ben drenante, un mix di terriccio universale 45%, torba 10% e sabbia 45% è ottimo. Dopo circa una settimana dalla semina, si dovrebbero iniziare a vedere i primi germogli. Le piantine se troppo vicine vanno diradate e vanno conservate le più vigorose. Se coltivate in serra, possono essere messe a dimora quando compaiono le prime 3-4 foglie vere.
Solitamente le operazioni di trapianto corrispondono alla fase di messa a dimora delle piante, questo perché il basilico è una pianta annuale che muore con la comparsa dei primi freddi. In ogni caso sarà necessario un rinvaso in tutti quei casi in cui le radici escano dai fori di drenaggio del contenitore.


Come curare: il basilico è una pianta rustica che non necessita di particolari attenzioni. Bastano pochi accorgimenti per assicurare una crescita robusta e rigogliosa. La pianta va cimata regolarmente per assicurare la formazione di nuovi germogli laterali e la forma a cespuglio. Se non lo si vuole portare a fioritura per ottenere i semi, bisogna recidere le spighe fiorite, così da stimolare la fuoriuscita di nuovi getti fogliari. Per quanto riguarda malattie e parassiti non presenta particolari criticità. Ribadisco l'attenzione alle irrigazioni ne troppo scarse, foglie che appassiscono e seccano, ne troppo abbondanti, ristagni idrici portano a marciumi radicali e morte della pianta.

Quando raccogliere: le foglie possono essere raccolte ed utilizzate fresche per tutta la stagione vegetativa del basilico, con un picco nei periodi estivi (Giugno, Luglio e Agosto). Si possono anche conservare per i mesi invernali in congelatore o sottolio (per ulteriori informazioni su come conservare al meglio il basilico e le altre aromatiche rimando al post di verdebalcone: http://verdebalcone.blogspot.it/2013/06/larte-di-raccogliere-ed-essiccare-le.html). Le foglie oltre al rinomato pesto, sono ottime anche per piatti freddi, come mozzarella, pomodoro e basilico, o per aromatizzare il pomodoro che andrà poi a condire la pasta. Grazie al particolare aroma è indicato anche per accompagnare piatti di pesce, frittate, insalate e verdure grigliate.


Curiosità: il nome Basilico deriva dal latino Basilicum, che a sua volta deriva dal greco Basilikòs che significa maestoso, regale. Da li il nome di pianta regale. Questo probabilmente dovuto alle sue numerose proprietà e alla sacralità attribuita da molte popolazioni, tra cui Egizi e Indù. Un'altra attribuzione del nome va riferita al Basiliscus, creatura mitologica presente nei bestiari europei, che veniva definita "re dei serpenti" e che pietrificava con lo sguardo. Il basilico ne era un antidoto.
Alla pianta venivano attribuiti poteri magici, gli Egizi la reputavano pianta degli dei, Plinio il Vecchio le attribuiva un potere afrodisiaco. Inoltre ha il potere di agire sulla mente e di aumentare la concentrazione e la memoria. Portare un sacchetto di basilico addosso aiuta i rapporti di amicizia e quelli famigliari.
Famosa è la citazione del basilico nel Decameron di Boccaccio nella novella di Lisabetta da Messina. Essa conservava la testa dell'amante decapitato dai suoi fratelli in un vaso di basilico. Questo rimanda anche alla tradizione Cristiana per cui il basilico nacque in un vaso in cui Salomè aveva sotterrato la testa di San Giovanni Battista.
Infine in erboristeria il basilico presenta proprietà tonico-digestive, antispasmodiche, antinfiammatorie e antisettiche.


Spero di essere stato utile. Vi auguro una buona coltivazione e una buona giornata.

martedì 10 febbraio 2015

Margherita, bella in ogni stagione.

Buonasera amici del verde e della coltivazione in città. Iniziamo questo 2015 Parlando di una pianta che merita di diritto un posto sui nostri balconi o terrazze, per il portamento e le fioriture che regala: la margherita. Questa pianta rustica, non richiede particolari attenzioni ed è indicata anche per quelle persone alle prime armi con il mondo della coltivazione.
Il nome scientifico di questa specie è Leucanthemum, anche se si utilizza come sinonimo anche il nome Chrysanthemum. Quindi è possibile trovare entrambi i termini per indicare la stessa pianta.
Tra le specie più comuni vorrei ricordare il Leucanthemum vulgare o Leucanthemum chrysanthemum, margherita comune, diffusissima nei prati italiani, e il Leucanthemum maximum, la margherita dei giardini con fiori più grandi.


Ma passiamo alla scheda di coltivazione:

Nome: Margherita (Leucanthemum - Chrysanthemum)

Com'è fatta: pianta erbacea, suffruticosa, perenne, a portamento cespuglioso e rizomatosa. Presenta fusti eretti e esili che tendono a ramificare alla base. Le radici si dipartono dal breve rizoma. Le foglie di colore verde brillante con riflessi argentei, sono poste sia alla base che lungo i fusti. Quelle alla base sono semplici, picciolate, spatolate o rotondeggianti; quelle lungo i fusti sono sessili, da profondamente lobate a pennatopartite e frastagliate. All'apice dei fusti, da Aprile a Novembre, ma anche in pieno inverno se le condizioni sono favorevoli, compaiono i capolini fioriti con la classica forma a margherita, di colore bianco, giallo o rosato. I fiori, per la presenza di una grande quantità di polline, attirano una grande quantità di insetti impollinatori e utili ai nostri balconi, tra cui ricordo i Sirfidi, molto utili per combattere la presenza di afidi.


Dove è diffusa: esistono numerose specie e varietà appartenenti a questo genere. La maggioranza di essi è originaria dell'Europa e sono facilmente reperibili allo stato selvatico in tutta la Penisola, come la margherita comune. Alcune specie sono presenti anche in Africa e in Asia. In Italia prediligono le zone montane o alpine, soprattutto su prati o bordure nei pressi di insediamenti umani. Le più diffuse a livello ornamentale sono le margherite dei giardini (Leucanthemum maximum), per il fiore di grandi dimensioni e la facilità di coltivazione.

Dove Coltivare: la margherita non richiede grandi accortezze, i vasi ideali sono di medie e grandi dimensioni e con una certa profondità, poiché l'apparato radicale si sviluppa in modo molto vistoso. Meglio se si utilizzano cassette o contenitori. Consiglio un diametro dai 25-30 cm in su. Sconsiglio l'utilizzo di ciotole se non abbastanza profonde. Il miglior materiale da utilizzare per far respirare bene le radici è il coccio o la terracotta, ma, visto il diametro e il peso, vanno benissimo anche vasi di plastica, legno o sacchi di iuta e pvc.


Che terreno e come concimare: il terreno ideale per la margherita è un terreno fertile, in quanto deve poter fornire molto nutrimento per le abbondanti fioriture, e che sia in grado di drenare in modo ottimale l'acqua. Io utilizzo un mix di: terriccio universale 40%, sabbia di fiume 15%, torba 15%, letame maturo 20% e terriccio da compost 10%. Poi in base alla consistenza si può aumentare o diminuire la percentuale di sabbia. Importante, come per quasi tutte le piante in vaso, è il drenaggio. Non si devono formare infatti ristagni idrici che potrebbero portare a marcire le radici e alla comparsa di muffe e funghi letali per la nostra pianta. Le concimazioni devono essere regolari:

  • una volta al mese durante i mesi invernali (dicembre - gennaio - febbraio), se il clima è rigido e scende sotto lo zero; 
  • se si ha una fioritura continua anche durante i mesi invernali, poiché il clima resta mite, le concimazioni devono essere effettuate ogni 15 giorni;
  • una volta ogni 15 giorni durante la primavera e i mesi della fioritura (da marzo a novembre)
Si può utilizzare un concime liquido come il macerato d'ortica o il sangue di bue, oppure del letame maturo o stallatico. Nel caso si utilizzi il letame, bisognerà assicurarsi che sia ben maturo e che sia steso uniformemente sulla superficie del vaso. 


Come Posizionare: la margherita ha una buona resistenza al freddo, purché non si scenda di molto al di sotto dello zero. Se ci troviamo in zone in cui gli inverni si mantengono miti, possiamo posizionare le nostre piante in qualsiasi posto soleggiato. Se al contrario, gli inverni sono molto rigidi, dobbiamo posizionare la Leucanthemum in una posizione riparata dal vento e coprirla con teli in TNT o PVC traspirante. Una posizione a sud-est è ottimale per questa specie. Infatti in posizioni in pieno sole le fioriture saranno più abbondanti.


Quando innaffiare: le innaffiature devono essere regolari, facendo asciugare leggermente il terreno tra una somministrazione e l'altra. Vanno evitati i ristagni idrici, quindi l'acqua nel sottovaso va rimossa dopo un'ora dalla somministrazione. Se ci sarà carenza di liquidi, la pianta ci segnalerà questa sofferenza tramite l'appassimento momentaneo di fiori e foglie. In questo tempo abbiamo un'ampio spettro di azione per correggere il tutto, somministrando acqua. Se invece continuerà la carenza, si passerà all'appassimento definitivo e in seguito alla morte della pianta.

Quando piantare e trapiantare: la margherita può essere piantata in luna crescente a partire da seme durante i mesi primaverili, da marzo a giugno. Il seme va interrato leggermente in un substrato soffice e ben drenante, torba 50%, sabbia 50%. Il tutto va mantenuto umido fino alla comparsa delle prime foglioline, spruzzando l'acqua con un nebulizzatore. La piantina può essere messa a dimora quando compaiono le prime due-tre foglie vere. Oppure si può riprodurre tramite talea nei mesi autunnali. La talea va prelevata in luna calante e posizionata su un substrato umido, per evitarne l'appassimento, in un luogo luminoso e ben ventilato, ma non ai raggi diretti del sole. Per favorire la radicazione si può utilizzare una polvere stimolante da posizionare alla base del taglio. Le parti migliori sono i fusti eretti, lunghi dai 10 ai 15 cm.
Il trapianto in un nuovo contenitore va effettuato ogni due anni, o quando vediamo le radici fuoriuscire dai buchi per il drenaggio dell'acqua. Il nuovo contenitore deve essere più grande di almeno 5-10 cm e più profondo del precedente. Per favorire una crescita sana dell'apparato radicale è utile rompere con le mani il pane radicale compatto che si forma sul fondo del vaso.


Come curare: la margherita è una pianta rustica che non ha pretese particolari. Per assicurare una duratura e rigogliosa vita e fioritura alla pianta bastano pochi semplici accorgimenti:

  1. teme gli attacchi degli afidi, che prediligono principalmente i capolini fioriti, compromettendo la fioritura. Questi possono essere combattuti naturalmente con le larve dei sirfidi, che sono attirati dal nettare dei fiori, oppure con la rimozione manuale o, in ultima battuta, con nebulizzazioni di piretro o altri insetticidi naturali (per altri rimedi rimando al post sugli afidi su questo blog:http://verdebalcone.blogspot.it/2013/05/afidi-piccoli-e-temibili-avversari.html).
  2. teme i ristagni idrici, come già detto abbondantemente, e la troppa siccità. Quindi evitiamo di annaffiare eccessivamente, o in modo scarso, e di mantenere per lunghi periodi grandi quantità di acqua nel sottovaso. I marciumi radicali sono molto frequenti. 
  3. teme le temperature di molto al di sotto dello zero. Quindi mettiamo a riparo la pianta durante l'inverno se è possibile spostarla, oppure copriamola con TNT o cappe in PVC traspiranti.
Questi sono gli accorgimenti principali da tenere a mente per avere successo con le margherite. Un'altro aspetto che possiamo nominare sono le concimazioni, da effettuare con regolarità e a dosi non eccessive.

Curiosità: nel linguaggio dei fiori la margherita rappresenta l'innocenza, la bontà d'animo, il candore, la verginità. Gli vengono attribuite proprietà profetiche, infatti la si sfoglia chiedendo se si è amati o non si è amati. Il nome Leucanthemum deriva dal greco leukos e anthemon, che significa letteralmente fiore bianco. Per tradizione simboleggia la primavera, poiché compare sui prati all'inizio della bella stagione.


Vi auguro una buona coltivazione e spero di essere stato utile. Un vaso di margherite sul balcone fa sempre primavera! 

lunedì 2 febbraio 2015

Calendario delle fasi lunari di Febbraio 2015

Buongiorno a tutti voi amici del verde e della coltivazione urbana. Vi faccio tanti auguri di un buon anno 2015, anche se in ritardo, e mi scuso per non aver pubblicato durante questi mesi. Ma eccomi qui pronto a continuare a condividere con voi le mie esperienze di coltivazione. 

Febbraio è da poco iniziato e il tempo di questi giorni non è dei migliori per le nostre creature vegetali. Infatti, gelo, neve, grandine, vento e condizioni atmosferiche estreme stanno mettendo a dura prova le coltivazioni cittadine. Ma d'altronde Febbraio è così, un mese di transizione tra l'inverno, che presto andrà via, e la primavera, annunciatrice di calore e nuova vita per la natura. 

Per i lavori che è possibile effettuare in luna calante e crescente rimando al post già pubblicato: http://verdebalcone.blogspot.it/2014/02/calendario-delle-fasi-lunari-di.html, che contiene i vari consigli su come gestire i nostri balconi e terrazzi e su cosa piantare.

Di seguito ho preparato la foto del calendario del mese con le varie fasi e l'orario in cui si avrà il cambio di stato. Spero di essere stato utile e vi auguro una buona giornata e buona coltivazione a tutti.


A presto con altri post.

mercoledì 11 giugno 2014

Calendario delle fasi lunari di Giugno 2014

Buongiorno amici coltivatori! Eccoci giunti a Giugno. Questo è un mese fantastico per le nostre amiche piante, infatti il calore del sole e la sempre crescente quantità di luce, rende possibile la nascita e la crescita di ogni coltura. Per assicurare un corretto sviluppo non facciamo mancare mai un ottima concimazione organica, con macerato di ortica (ottimo in ogni situazione), e viziamo il verde dei nostri spazi urbani con opere di potatura, rimozione di parti secche o sfiorite e controllo per eventuali attacchi da parte di parassiti o muffe.
Il caldo afoso favorisce la crescita delle specie vegetali ma anche di eventuali funghi o muffe, come l'oidio! 
Quindi se necessario somministriamo rimedi per eventuali attacchi (come lo zolfo in caso di oidio o piretro in caso di afidi). 
In questo periodo possiamo iniziare ad assaporare il frutto dei nostri sforzi durante i mesi passati. Se abbiamo svolto un buon lavoro avremo ottime fioriture, rigogliose e durature, e lo sviluppo degli ortaggi. 
Inoltre il 21 Giugno avremo la giornata più lunga dell'anno, il solstizio d'estate. Questa condizione rende il mese ottimo per la raccolta e la conservazione di erbe aromatiche, fiori per la cucina, liquori e preparati fatti in casa, soprattutto nei giorni che vanno dal 23 al 24 Giugno. 

Bene, dopo questa piccola introduzione, vediamo come vanno effettuati i lavori secondo luna: 

  • in Luna Calante: potiamo arbusti, piante e cespugli sfioriti; pratichiamo la cimatura dei rampicanti e la sfemminellatura dei pomodori; raccogliamo fiori ed erbe aromatiche per scopi culinari e gastronomici, rimuoviamo i fiori appassiti dalle rose e dalle altre piante per invogliare e prolungare la fioritura; preleviamo i bulbi sfioriti e appassiti, puliamoli con un pennello e riponiamoli per l'anno successivo; trattiamo le piante con rimedi contro afidi, parassiti, funghi e muffe; seminiamo carota, cavolfiore, cavoli, bieta da coste, erbette, barbabietola, indivia, finocchio, sedano, porro, radicchio e scarola. 
  • in Luna Crescente: poniamo a dimora piante da fiore estive come: girasoli, zinnie, ecc...; piantiamo i semi di piante a fioritura autunnale come la violaciocca, la campanula, la digitale; moltiplichiamo per margotta, propaggine e talea le piante legnose e aromatiche come salvia, rosmarino o timo; seminiamo fagiolo, fagiolino, zucchina e cardo. 

Ecco il calendario di Giugno:


Buona coltivazione e buon Solstizio d'estate a tutti. 

mercoledì 7 maggio 2014

Calendario delle fasi lunari di Maggio 2014

Buongiorno a tutti amici lettori e appassionati di verde. Eccoci giunti a Maggio. Questo mese è un mese ricchissimo di stimoli e azioni da effettuare sui nostri terrazzi e balconi. Infatti proprio in questo periodo si hanno delle magnifiche fioriture e tutta la natura esplode in un mix rigoglioso di colori. Iniziano le fioriture delle rose, il clima si riscalda sempre di più permettendo la nascita e la crescita degli ortaggi che ci accompagneranno per tutta l'estate.
Fondamentale è il corretto posizionamento delle cassette che andranno ad ospitare le nostre amiche piante. Ci torna molto utile a questo proposito la pianificazione fatta durante i mesi invernali. Posizioniamo i vari vasi in modo da non mettere in ombra tratti di balcone o terrazzo. Quindi le piante andranno posizionate dalle più piccole (in direzione della luce solare), alle più grandi. Naturalmente se abbiamo necessità di ombra, come nel caso della menta, allora creiamo un angolo dedicato.
Evitiamo sempre le zone con troppo vento e assicuriamo un costante apporto idrico, anche se le temperature possono non sembrare così alte, il terreno sotto l'azione del sole e sotto il fabbisogno aumentato dei vegetali, si secca molto più velocemente.
Seguiamo con amore e costanza il nostro spazio verde e lui sicuramente ci ricompenserà molto molto cospicuamente.

Bene, passiamo  ora ai lavori che possiamo effettuare in questo mese:


  • in Luna Calante: effettuiamo la cimatura delle erbacee perenni, potiamo e ripuliamo le piante a fioritura primaverile, se il terreno nei vasi si è compattato lavoriamolo per farlo arieggiare, eliminiamo i succhioni delle rose ed eliminiamo i i boccioli sfioriti, pratichiamo la sfemminellatura sui pomodori, eliminiamo le infestanti prima che raggiungano lo stadio adulto, stendiamo la pacciamatura, rincalziamo i tuberi in vaso, spostiamo all'aperto, se ancora non era stato fatto, le piante che abbiamo all'interno; seminiamo bietole, lattughe, radicchi, spinaci estivi, cavoli, porri, indivie, sedano, rapa, ravanello, cavolfiore e carota.

  • in Luna Crescente: travasiamo gli arbusti e i fiori acquistati in vivaio, prepariamo le aree che ospiteranno le piante da fiore con un terreno ricco e ben drenante, i ciclamini stanno arrivando alla fine del loro ciclo, quindi posizioniamo i vasi con i bulbi in una zona riparata e manteniamo il terreno umido; mettiamo a dimora pomodori, melanzane, sedani, fagiolini, cetrioli, peperoni; rinvasiamo le orchidee e dividiamo i bulbi di dalia; seminiamo piante autunnali e biennali, cardo, cetriolo, fagiolo, fagiolino, pisello, pomodoro, e, se c'è abbastanza spazio, anguria, melone e zucca.

Ecco per voi il calendario: 


Buona coltivazione e buon divertimento a tutti! 

mercoledì 23 aprile 2014

Pomodoro, scheda di coltivazione in vaso.

Buon pomeriggio a tutti amici del verde e della coltivazione. Mi scuso per l'assenza ma in questo periodo ho un po più di impegni universitari. Oggi, visto l'arrivo della primavera, voglio parlarvi di un ortaggio famosissimo, ottimo e di facile coltivazione, il Pomodoro. Esistono tantissime varietà di questo ortaggio, ma quelle che mi hanno dato i risultati migliori in vaso sono i Pomodorini a Grappolo, Ciliegino, Pachino, Pomodoro in miniatura e la varietà Principe Borghese. Questa pianta, essendo di facile sviluppo, è indicata anche per coloro che volessero iniziare per la prima volta un'esperienza di coltivazione sul proprio balcone o terrazzo. Anche partendo da seme il risultato è assicurato.


Dopo questa piccola introduzione, passiamo subito alla scheda vera e propria e vediamo come coltivare al meglio il Pomodoro:

Com'è fatto: pianta erbacea annuale, a portamento inizialmente eretto, nel primo stadio di sviluppo, che poi diviene decombente nella fase della fruttificazione. Le radici sono fittonanti e si espandono lateralmente e in profondità. Il fusto e le foglie sono ricoperti da peli ghiandolari che producono una secrezione dall'odore tipico. L'altezza, in base alla specie, varia da 1 a 2 metri. Le foglie sono pennatosette, profondamente incise e con bordo irregolare e con varie foglioline di grandezze diverse. I fiori sono gialli, bisessuati e si dipartono da un'asse centrale, con peduncoli della stessa lunghezza. Organizzati in racemi formati da 4 - 12 infiorescenze. Il frutto, commestibile, è una bacca di forma variabile, sferica, allungata, globosa, con buccia sottile e polpa dolce-acidula. I semi sono numerosi, a maturità, posti nel cuore della bacca e immersi in abbondante mucillagine. Si possono avere varietà precoci o tardive, determinate (cioè che non necessitano di sfemminellatura) o indeterminate (cioè che necessitano di sfemminellatura)  e, in base al portamento, nane o rampicanti.


Dove è diffuso: pianta originaria del Sud America, entrata a far parte delle coltivazioni Europee a partire dalla seconda metà del XVII secolo. Oggi la sua coltivazione è diffusissima ed è uno degli ortaggi più coltivati, sviluppati ed utilizzati a livello gastronomico, in Italia e nel Mondo. Si coltiva fino a 1200 metri di altitudine, purché il terreno lo permetta e il ciclo di coltivazione sia breve. La sua diffusione negli orti e sui terrazzi è stata favorita anche dalla sua facilità di coltivazione.

Dove coltivare: il Pomodoro presenta radici profonde, quindi necessita di contenitori ampi, almeno 40 cm di diametro e di profondità. Io consiglio di utilizzare le cassette appositamente preparate, che danno risultati ottimi.


Che terreno e come concimare: il terreno è fondamentale per uno sviluppo buono e un'ottima fruttificazione. Deve essere morbido, fresco, ben drenato e ricco di sostanza organica. Una miscela ottima è: 40% terriccio universale, 20% torba, 15% letame ben maturo e 5% sabbia. Durante la preparazione del substrato, prima della messa a dimora o subito dopo la comparsa delle prime 5 foglie vere, consiglio di aggiungere una piccola quantità di cenere di legna (attenzione a non abbondare per non rendere il terreno troppo alcalino). Le concimazioni vanno effettuate ogni 10 giorni. Io utilizzo il macerato di ortica, con l'aggiunta di piccole quantità di cenere, e devo dire che ho ottenuto risultati ottimi. Si possono utilizzare anche altri concimi naturali, come il sangue di bue. L'importante è fornire alla pianta le giuste quantità di azoto, potassio e fosforo. Non esageriamo con le quantità di concime utilizzato, altrimenti stimoleremo l'emissione di grandi quantità di foglie a discapito dei frutti.

Come posizionare: essendo originaria del Sud America, ha bisogno di posizioni molto soleggiate per ottenere frutti ben maturi e dolci. Consiglio esposizioni a est, sud-est, sud-ovest. Scegliamo un punto del nostro terrazzo o balcone riparato dal vento eccessivo. Infatti le raffiche troppo forti potrebbero danneggiare i frutti o modificare la forma del Pomodoro stesso rendendolo esile e debole.


Quando innaffiare: le innaffiature devono essere abbondanti e regolari nella fase seguente alla germogliazione e durante tutta la vita della pianta. Si devono evitare i ristagni idrici che portano marciumi radicali e del frutto. Tra una innaffiatura e l'altra è consigliabile attendere che il terreno in superficie sia completamente asciutto. Evitiamo, durante la somministrazione di acqua, di bagnare il colletto, le foglie e i frutti del Pomodoro. Inoltre cerchiamo di utilizzare acqua a temperatura ambiente, infatti acque troppo fredde creano uno shock termico alle radici bloccando o ritardando la crescita.

Quando piantare e trapiantare: i semi possono essere messi direttamente a dimora, ad una profondità di 2-3 mm (in base alla grandezza del seme), oppure posizionati in contenitori in plastica o torba. Il periodo migliore per effettuare la semina è fine Marzo inizio Aprile. L'importante comunque è che la temperatura non scenda mai sotto i 6°C e che si mantenga più o meno costante sopra i 15°C. Prepariamo prima le buchette dove posizioneremo il seme così da stabilire bene le distanze tra una pianta e l'altra (se coltiviamo in cassette). Dovremo calcolare circa una 30 di cm tra le piante. La germogliazione, se le temperature sono buone, si avrà dopo 7-20 giorni. Il trapianto si potrà effettuare quando le piantine saranno alte 15-20 cm e avranno emesso le prime 3-4 foglie vere. Se acquistiamo piante già pronte in vivaio, il periodo ottimale per il trapianto è Aprile. Per la messa a dimora rispettiamo gli stessi criteri di distanza del posizionamento dei semi.


Come curare: il Pomodoro è una pianta abbastanza rustica che però richiede, per avere ottimi risultati, una serie di accorgimenti indispensabili. La "sfemminellatura" è una pratica fondamentale che consiste nel rimuovere i getti laterali all'ascella delle foglie (detti femminelle). Questi infatti, se lasciati sviluppare tolgono forza e vigore all'apice della pianta e diminuiscono la quantità di frutti. Forniamo dei tutori, ad esempio canne di bambù, ai fusti, per mantenerli sempre dritti e ben orientati. Quando le piantine sono ancora tenere e giovani prestiamo attenzione ai parassiti, come afidi, dorifora o nottue (nella foto in basso), che potrebbero compromettere tutto il raccolto futuro. Evitiamo di bagnare foglie e colletto radicale, per scongiurare marciumi o muffe. Il pomodoro non sopporta ambienti umidi. Per combattere i parassiti animali e non, possiamo utilizzare macerati, zolfo, acqua ramata e, se proprio non abbiamo altre alternative, il piretro. Rimuoviamo le foglie ingiallite e rovinate.


Quando raccogliere: la raccolta si effettua solitamente 150 giorni dopo la semina. Verso il mese di Giugno e fino ad Ottobre. Il grado di maturazione dipende dall'uso che si vuole fare del pomodoro. Se li vogliamo consumare freschi, vanno raccolti quando sono ben maturi e rossi, così da poter assaporare il sapore nel pieno delle proprietà organolettiche. Se li vogliamo utilizzare per metterli sott'olio conviene attendere un po di più e raccogliere il frutto quando inizia ad appassire. Per insalata conviene raccogliere quando il colore è rosato e con pochi semi. Per prelevare nel modo giusto il Pomodoro, senza creare traumi alla pianta, si deve afferrare la bacca e ruotarla leggermente. In questo modo si staccherà senza alcuna fatica. Se invece vogliamo raccogliere l'intero ramo fruttifero, conviene recidere il tutto subito dopo il punto di innesto con il fusto.


Curiosità: il nome "Pomo d'oro" fu dato dal botanico senese Pierandrea Mattioli, egli fu ispirato dal colore del frutto in origine giallo dorato. Inizialmente i Pomodori in Europa non furono presi con gioia. Infatti lo si considerava velenoso  e adatto solo come pianta ornamentale. Soltanto fra Settecento e Ottocento iniziò la sua ascesa verso l'olimpo della gastronomia e si conquistò il posto che oggi ricopre: signore delle salse. Dal punto di vista nutrizionale il Pomodoro è un toccasana. Presenta infatti un potere alcalinizzante (indicato per abbassare l'acidità in diete ricche di proteine) e contiene: vitamina A, B e C; sali alcalini di ferro e di fosforo. A maturità contiene una discreta quantità di zuccheri.

sabato 5 aprile 2014

Calendario delle fasi lunari di Aprile 2014

Buongiorno a tutti amici del verde e buon inizio di mese. Siamo ad Aprile. Questo mese è il mese della rinascita e dello sviluppo, è importantissimo per la buona riuscita delle nostre colture e per poterci assicurare un ottimo raccolto durante i mesi estivi. Tutti gli interventi che andremo ad effettuare in questo periodo saranno infatti fondamentali per le nostre amiche verdi. Quindi prestiamo particolare attenzione alle fasi della luna e alle varie tecniche che andremo ad utilizzare.
Ottimo mese per effettuare la semina, in quanto durante Aprile la natura ha una marcia in più. Facciamo, come sempre, attenzione alle gelate improvvise che potrebbero verificarsi soprattutto durante la prima metà del mese. Sbalzi repentini di temperatura potrebbero vanificare i nostri sforzi e uccidere le piante più delicate.

Vediamo allora quali sono i lavori da poter effettuare in sintonia con il nostro satellite naturale:

  • in Luna Calante possiamo: effettuare potature di riordino per gli arbusti sempreverdi, potature di rinforzo per rose, piante da fiore; concimare con concimi a lenta cessione (letame maturo) e dopo la metà del mese iniziare le concimazioni liquide (macerato d'ortica); trapiantare bulbi di cipolla, rinvasare le piante che necessitano di vasi più grandi, sfoltire radici e parte aerea delle piante che lo richiedono (gerani), iniziare i trattamenti di rinforzo con macerato d'ortica, preparare il terreno e le cassette che andranno ad accogliere i nostri ortaggi, seminare carota, cavolfiore, radicchio, spinacio, porro, sedano, lattuga e lattuga da taglio, cipolla, patata, rapa, ravanello e barbabietola.

  • in Luna Crescente possiamo: effettuare l'interramento dei bulbi a fioritura autunnale ed estiva, abituare e riportare gradualmente le nostre piante, che hanno svernato in appartamento, all'aperto; travasare le piante acquistate nei vivai, seminare fiori annuali, biennali e perenni (malva, girasoli, tagete), ortaggi come cetriolo, zucchina, pomodoro, rucola selvatica, pisello, fagiolo e fagiolino.
Prestiamo attenzione alle semine, manteniamo sempre il terreno umido ma mai fradicio. 

Ecco i calendario:


Buona semina e buona coltivazione a tutti!

sabato 1 marzo 2014

Calendario delle fasi lunari di Marzo 2014

Buongiorno amici coltivatori! Già siamo arrivati a Marzo. Questo è un mese importantissimo per avviare le nostre coltivazioni e per assicurarci raccolti ottimi a fine stagione. Inoltre Marzo è il mese della rinascita, del risveglio dal lungo riposo invernale; infatti il 20 ci sarà l'equinozio di primavera e la prima Luna Nuova coincide con l'inizio della primavera lunare. Quindi non ci resta che metterci all'opera con semine, trapianti, potature, ottimizzazione degli spazi, preparazione dei terreni di coltura e chi più ne ha più ne metta.

L'unica cosa a cui dobbiamo prestare particolare attenzione è il tempo meteorologico. Controlliamo bene l'andamento delle temperature per evitare le gelate tardive e improvvise, tipiche del mese, che possono compromettere tutte le nostre semine e colture avviate.

Quali lavori possiamo effettuare a Marzo? Vediamoli insieme:

  • in Luna Calante possiamo: preparare il terreno per le cassette e i vasi, concimiamo con letame maturo gli alberelli da frutto sui nostri balconi, potare rose, arbusti e alberi entro la metà del mese; rinvasare piante e bonsai, sostituire il primo strato di terreno se la pianta non richiede un vaso nuovo, pulire i vasi, lavorare il terreno delle fioriere e delle cassette; piantare i bulbi a fioritura estiva come dalie, gigli e gladioli; seminare sedano, cavolo, cipolla, lattuga, aglio, patata, bieta da coste e da taglio, lattuga e radicchio da taglio, spinacio, carota e finocchio.
  • in Luna Crescente possiamo: trapiantare i fiori estivi a dimora, moltiplicare per divisione dei cespi le aromatiche come maggiorana, melissa, menta, santoreggia, erba cipollina; moltiplicare per talea tutte le piante in ripresa vegetativa, seminare bietole, carote, piselli, ravanelli, melanzane, peperoni, pomodori, angurie, zucchine, zucca, fagiolo, fagiolino, melone, margherite, zinnie, crisantemi, calendule, basilico, petunie, bocca di leone. 
Il terreno per le nuove colture dovrà essere morbido, ben drenante e fertile. Utilizziamo concimi naturali come il letame maturo o il macerato d'ortica, per ottenere prodotti buoni e salutari.

Questo è il calendario: 


Non mi resta che augurarvi un buon inizio di mese e una buona coltivazione a tutti.

giovedì 27 febbraio 2014

Edera, regina degli interni.

Buona sera amici del verde e della coltivazione cittadina. Oggi vi vorrei parlare di una pianta molto diffusa e conosciuta sia allo stato selvatico sia come pianta ornamentale da interno e da esterno. Questa pianta così bella e decorativa è l'Edera, di cui la specie più diffusa è l'Edera comune il cui nome scientifico è Hedera helix.


Passiamo alla scheda di coltivazione in vaso e vediamo come trattare al meglio questo vegetale meraviglioso:

Nome: Edera comune, Edera, Hedera helix

Com'è fatta: pianta rampicante sempreverde, con fusti legnosi, radicanti e dall'aspetto lianoso. Le foglie sono verde scuro con macchie o sfumature più chiare, fino al bianco, in base alle diverse varietà. Sono coriacee, 3-5 lobate, obovate, nei rami sterili, mentre nei rami fertili sono ovoidali e appuntite (in appartamento difficilmente si avranno rami fertili). I fiori (ugualmente rari in appartamento) sono giallo-verdastri e sono organizzati in infiorescenze ad ombrello. I frutti sono bacche nerastre e tossiche. Le radici sono molto sviluppate e spuntano sui fusti legnosi fungendo da appiglio per la pianta che può così arrampicarsi su muri o tutori.


Dove è diffusa: l'Edera è originaria delle regioni euroasiatiche e mediterranee. La si può trovare comunissimamente nei boschi e nei luoghi ombrosi di tutta Italia fino ai 1000 metri di altezza. Molto diffusa anche come specie ornamentale è di facile reperibilità nei garden center e nei vivai in ogni stagione dell'anno, e in ogni varietà o specie.

Dove coltivare: l'edera non necessita di vasi eccessivamente ampi, bastano contenitori o ciotole di 20 cm di diametro al massimo. Per la sua naturale propensione ad arrampicarsi o a pendere consiglio di utilizzare vasi che si possono appendere alla parete o al soffitto, oppure posizioniamo il contenitore in un punto rialzato. In questo modo la pianta potrà far ricadere i propri rami creando un suggestivo effetto visivo.


Che terreno e come concimare: non ci sono particolari indicazioni da seguire per il terreno infatti l'Edera è una pianta molto rustica che ben si adatta a tutti i tipi di terriccio. L'unica accortezza da utilizzare è quella di utilizzare una composta soffice e ben drenante ma che mantenga sempre una certa umidità. L'Edera è abituata, nel suo habitat naturale, a un costante grado di umidità che noi dovremmo fornire attraverso il terriccio e l'ambiente in cui sarà posizionata. Evitiamo come sempre i ristagni idrici che, al contrario, provocano marciumi. Sul fondo del vaso posizioniamo uno strato di argilla espansa che aiuterà il drenaggio idrico ed eviterà i ristagni. Per quanto riguarda le concimazioni possiamo somministrare in primavera del macerato d'ortica diluito in dosi di 1:20 per favorire la ripresa vegetativa, ogni 2-3 settimane.

Come posizionare: essendo una pianta rustica, resiste bene anche alle basse temperature. Io la tengo in casa tutto l'anno e l'unica accortezza da seguire è quella di posizionare il vaso in un punto luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole. Infatti il sole diretto tende a seccare e bruciare le foglie. La luminosità è fondamentale per garantire una buona salute all'Edera e per accentuare le screziature più chiare delle foglie di determinate specie.


Quando innaffiare: le innaffiature devono essere regolari, facendo asciugare il terreno superficialmente tra un'innaffiatura e l'altra. In inverno riduciamo l'apporto idrico. In estate se l'ambiente dovesse presentarsi troppo secco, nebulizziamo acqua sul fogliame una due volte al giorno, consiglio di effettuare questa operazione al mattino e la sera. Le nebulizzazioni servono per garantire un'umidità ottimale alla pianta.

Quando piantare e trapiantare: l'Edera si moltiplica per talea. Il periodo migliore per effettuare questa operazione aspettiamo la tarda primavera. Si procede tagliando le talee ad una lunghezza di 10 cm dall'estremità dei tralci. Una volta tagliate posizioniamole o in un bicchiere con acqua, o in un contenitore di 5-8 cm con una miscela di torba e sabbia fine. Nel primo caso avremo una radicazione più sbrigativa, mentre nel secondo caso avremo piante più vigorose. In entrambi i casi copriamo il contenitore con della pellicola e manteniamo l'umidità e la temperatura il più possibile costante. Quando le nuove piantine avranno occupato con le radici tutto lo spazio necessario saranno pronte per il travaso e potranno essere trattate come adulte. Il trapianto successivamente andrà effettuato ogni 2-3 anni, aumentando il diametro del contenitore di 5 cm ogni volta. O comunque tutte quelle volte in cui le radici fuoriusciranno dai fori di drenaggio del vaso.


Come curare: l'Edera richiede alcuni accorgimenti particolari per svilupparsi al meglio in appartamento. Prima di tutto dobbiamo fare attenzione alla siccità ambientale, alla luce diretta del sole e alle troppe annaffiature. Nei primi due casi, siccità e luce diretta, avremo un appassimento, avvizzimento e decolorazione delle foglie. Per rimediare a questo facciamo una doccia alla pianta bagnandola completamente e posizioniamola in ambienti luminosi e lontani dalla luce diretta del sole. Nel secondo caso, eccessive annaffiature, avremo come sintomo l'annerimento fogliare. Per rimediare a questo rimuoviamo la parte colpita e sospendiamo le innaffiature fino a che non si sarà asciugato lo stato di terreno superficiale. Potiamo in primavera i tralci più lunghi o danneggiati, così da favorire lo sviluppo di nuovi germogli. Facciamo attenzione ai parassiti, come il ragnetto rosso, che possono comparire se la pianta ha subito stress ripetuti magari dovuti all'eccessivo ambiente secco.

Curiosità: l'Edera è uno dei simboli del dio greco Dioniso, colui che in romano divenne Bacco. Il mito narra che la pianta avvolse il corpo di Dioniso neonato proteggendolo dalle fiamme sprigionate dalla saetta di Zeus. L'edera viene detta "la nata due volte" per la sua duplice vita, in inverno i tralci sono smorti e le foglie sono lobate, mentre in estate c'è un'esplosione di vita e le foglie divengono di un verde brillante e di forma diversa. Per il suo modo di arrampicarsi e di resistere all'inverno è stata anche paragonata al serpente e al freddo della natura. Inoltre l'edera è una pianta velenosa, soprattutto le bacche, che provoca intossicazioni se assunta in modo inappropriato. I suoi principi attivi sono glucosidi, flavonoidi, alcaloidi e sostanze ormonosimili.

giovedì 13 febbraio 2014

Calendario delle fasi lunari di Febbraio 2014

Buonasera amici del verde e della coltivazione. Mi scuso per il ritardo nel pubblicare il calendario, ma ho avuto un bel po di problemini con l'università e altro. Comunque eccolo qui, finalmente pronto per voi.

Febbraio è il mese in cui possiamo concretizzare sempre di più la nostra voglia di piantare ed organizzare il balcone o il terrazzo per la primavera incombente. Facciamo attenzione alle gelate tardive di fine mese ed inizio Marzo. Infatti questi sbalzi termici bruschi ed improvvisi possono compromettere tutto il lavoro fatto fino ad ora.

Vediamo nel dettaglio quali lavori possiamo fare a Febbraio:

  • in Luna Calante possiamo: preparare il terreno dei vasi o delle cassette concimando e sostituendo quello esaurito, potiamo rose, arbusti caducifoglie, concimiamo le rose e le altre piante che andranno incontro a ripresa vegetativa primaverile con letame ben maturo e concimi a lenta cessione, piantiamo i bulbi dei fiori primaverili o estivi, seminiamo sedano, insalate da taglio, valerianella, bietola da coste, aglio, carote, rapa, ravanello, finocchio, lattuga, cipolle, spinaci, imbianchiamo il radicchio, ripuliamo le aromatiche dai rami secchi e le foglie avvizzite, eseguiamo potature di formazione.
  • in Luna Crescente possiamo: seminare e mettere a dimora le piante annuali che abbiamo acquistato o che sono divenute abbastanza grandi, come ad esempio il pisello odoroso o la calendula, seminiamo melanzane, cetrioli, meloni, peperoni, pomodori, piselli, zucchine, (per questi ortaggi bisogna utilizzare il letto caldo oppure verificare che le temperature non siano troppo basse), effettuiamo gli interventi antiparassitari.
In questo periodo sono di grande effetto le fioriture di bulbose come Crocus, Narcisus, Giacinto, Muscari. Questi sono tutte piante a fioritura precoce e che rallegrano e colorano i nostri balconi in previsione della primavera. Ricordiamoci di utilizzare del terreno acido e ben drenato per far crescere al meglio queste meraviglie.

Ecco il calendario di Febbraio:


Buon Febbraio, buona semina e buona coltivazione a tutti. 
Alla prossima.

domenica 2 febbraio 2014

Primula, fiore che annuncia la primavera.

Buonasera appassionati di verde e coltivazione, questa sera vi vorrei parlare di un fiore conosciutissimo e molto apprezzato per la sua fioritura copiosa e precoce, la Primula. Questo è un fiore rustico, resistente e che non richiede particolari attenzioni.
In questo caso parlerò della Primula in generale e non delle singole specie, infatti tutte condividono lo stesso metodo colturale. Tra le specie più diffuse ricordo: Primula obconica, Primula sinensis, Primula vulgaris o acaulis, Primula x kewensis (ibrido tra Primula sinensis e Primula floribunda).


Bene, passiamo adesso alle cose pratiche e alla scheda di coltivazione in vaso:

Nome: Primula

Com'è fatta: pianta erbacea, perenne, rizomatosa, in genere coltivata come annuale. Non presenta fusto, in quanto le foglie, rugose e crenato-dentate ai margini, lunghe 12 cm, ovato-spatolate o ovoidali e pubescenti (cioè ricoperte da una fitta e minuta peluria), sono riunite in rosette basali e nascono direttamente dal rizoma radicale. Il colore è verde smeraldo. Dal centro della rosetta fogliare, si sviluppano i fiori, semplici, semidoppi o doppi, in base alla specie, uno o più di uno, organizzati in ombrelle, dal profumo delicato e dai colori sgargianti e variegati, dal bianco al rosso, passando per viola, arancione, blu, giallo, ecc. Il periodo di fioritura varia da regione a regione, ma possiamo avere fioriture precoci da Dicembre fino ad Aprile-Maggio.


Dove è diffusa: il genere Primula comprende circa 500 specie diffuse in tutto il mondo. In Europa e in Italia abbiamo diverse specie indigene diffuse su tutto l'arco alpino e sull'Appennino settentrionale e centrale, tra cui ricordo due specie protette di grande fascino: Primula auricola e Primula farinosa. Diciamo che la diffusione a livello ornamentale è principalmente derivata da ibridi di Primula vulgaris. In questo periodo possiamo infatti vedere in ogni vivaio o garden center grandissime quantità di queste piante fiorite, in ogni colorazione.

Dove coltivare: la Primula è una pianta che non ha particolari esigenze. Richiede vasi al massimo di 15-20 cm di diametro per una singola pianta e abbastanza profondo. Mentre vanno benissimo ciotole di 30-40 cm per posizionare tre o quattro piantine insieme, così da creare anche un ottimo effetto visivo. Per i materiali, direi che il più indicato è la terracotta, per la traspirazione ottima, ma vanno benissimo anche vasi in legno, iuta o plastica.


Che terreno e come concimare: il terreno per la Primula, essendo una pianta di bosco, dovrà essere soffice, profondo, umido, ricco di sostanza organica e ben drenante. Si può utilizzare un mix di terriccio universale 35%, terriccio di bosco 40%, torba 10%, letame maturo 10% e sabbia di fiume 5%. Importantissimo è che non si formino dei ristagni idrici intorno alle radici, questo infatti, abbiamo ormai imparato, provoca marciumi radicali che non sono compatibili con la vita della pianta. Durante tutto il periodo della fioritura possiamo aggiungere un buon concime liquido ogni 15 giorni, ad esempio macerato d'ortica diluito in dosi di 1:10 con l'aggiunta di 1 cucchiaino di cenere per litro di acqua. Quando la pianta smetterà di fiorire, riduciamo gradualmente le concimazioni fino a sospenderle completamente.

Come posizionare: la Primula resiste bene alle basse temperature, mentre non sopporta molto le alte temperature, e non necessita di sole diretto per iniziare e mantenere una buona fioritura. Va bene qualsiasi posizione durante l'inverno, a patto che ci sia molta luce, mentre in estate, soprattutto durante i mesi più caldi e afosi (giugno, luglio e agosto) non lasciamola mai sotto il sole diretto, ma posizioniamola in una zona ombreggiata, fresca e ben illuminata. L'unica accortezza è quella di ripararla dal vento eccessivo. Quindi, si ad una posizione arieggiata, no ad una esposizione diretta sotto l'azione del vento. I fiori sono sensibili all'aumento delle temperature e appassiscono prima se la temperatura supera i 16°C. Quindi per il posizionamento scegliamo posti in cui le temperature si mantengano il più possibile al di sotto dei 15°C.


Quando innaffiare: il terreno va mantenuto sempre umido, soprattutto durante la fioritura, ma mai inzuppato. Come abbiamo già detto in precedenza, una eccessiva quantità di acqua nel substrato di coltura porta ad un ambiente asfittico, in cui le radici marciscono. Quindi annaffiamo regolarmente ma in modo pacato. Durante la somministrazione dell'acqua, facciamo attenzione a non bagnare le foglie e i fiori che potrebbero marcire. Con l'arrivo della primavera e dell'estate, se l'umidità nell'aria dovesse risultare insufficiente, è consigliabile posizionare dell'argilla espansa o dei ciottoli nel sottovaso della pianta ed aggiungere acqua. In questo modo, mettendo il vaso sui ciottoli, tramite l'effetto dell'evaporazione, manterremo una certa umidità intorno alla Primula.

Quando piantare e trapiantare: per la riproduzione abbiamo diverse possibilità. La semina è abbastanza complicata e, vista la grande varietà di ibridi, non sempre potremo avere i colori che desideravamo. Comunque vale sempre la pena tentare, quindi vi dirò come si può fare. Allora, prendiamo i semi e disponiamoli, in inverno (in serra) o in primavera, su un substrato composto da terriccio universale o compost misto a sabbia grossolana, in modo che possa rimanere umido ma non inzuppato. Ricopriamo le sementi con un sottile strato di terriccio e posizioniamo il contenitore in un luogo riparato e con temperature che rimangano costanti sui 16°C circa. Dopo 2-3 settimane, se siamo stati bravi e se i semi erano buoni, vedremo spuntare le nostre piccole Primule. Possono essere trapiantate e messe a dimora quando compaiono 4-5 foglie vere. Per il trapianto consiglio di effettuare quello con pane di terra e non a radice nuda (cioè mantenendo del terreno intorno alle radici). Oppure possiamo, in modo più semplice, praticare la divisione dei cespi delle piante più grandi, all'inizio della primavera e dopo la fioritura. Si prende la pianta, la si estrae dal vaso e si divide il pane di terra senza rovinare le radici e senza frantumare troppo la zolla. Una volta divisa, le piante così ottenute si mettono in singoli vasetti, in zone riparate e ombreggiate e si annaffiano. L'anno seguente saranno pronte per dare abbondanti fioriture.


Come curare: la Primula è una pianta rustica e resistente che non richiede cure particolari. Bastano solo pochi e semplici accorgimenti per garantire la salute ed una fioritura lunga e copiosa alle nostre piantine. Prima di tutto attenzione all'eccesso di acqua e alla scarsa areazione che provoca marciumi e comparsa di muffa grigia. Questa è una muffa che compare con macchie brune marcescenti e granelli nerastri (sclerozi), e si propaga velocemente anche sulle parti sane. Si può tentare di combattere la muffa grigia con un macerato di equiseto (1 Kg di pianta fresca in 10 l di acqua e poi diluito con acqua in rapporto 1:5 prima di irrorarlo), oppure se la propagazione è abbondante si deve procedere con la rimozione delle parti colpite e la loro distruzione. Può anche essere colpita da ragnetto rosso o afidi. In questo caso conviene tentare una rimozione manuale dei parassiti, nelle fasi iniziali, oppure utilizzare macerati appropriati, come il macerato d'ortica o assenzio, oppure insetticidi naturali, come il piretro (rimando al post sugli afidi per approfondimenti: http://verdebalcone.blogspot.it/2013/05/afidi-piccoli-e-temibili-avversari.html).
Tra le cure colturali rimuoviamo i fiori appassiti e le foglie morte e ingiallite per stimolare l'emissione di nuovo fogliame e nuovi boccioli.

Curiosità: iniziamo con l'indicare la derivazione del nome Primula. Esso deriva dal latino Primus (primo) che sta ad indicare la precoce fioritura e comparsa di questi fiorellini sui prati. Proprio questa precocità ha fatto divenire questo fiore il simbolo della prima giovinezza.
Una leggenda narra che la prima Primula (indicata con la specie Primula veris) sbocciò grazie a San Pietro. Infatti il Santo gettò le chiavi dal paradiso, poiché il Signore ne aveva richiesto un nuovo paio, e cadendo sulla terra fecero spuntare questa pianta. I suoi fiori gialli sarebbero associati ad un mazzo di chiavi tanto che viene chiamata anche "bunch of keys" (mazzo di chiavi).
La Primula è anche un segno di buona fortuna poiché sbocciando preannuncia l'arrivo della primavera.
Inoltre è una pianta apprezzata anche per le proprietà medicamentose, medicinali e magiche.


Spero di esservi stato utile. Per qualsiasi chiarimento o domanda non esitate a contattarmi. 
Buona coltivazione e buona domenica a tutti:

mercoledì 22 gennaio 2014

Pennette con broccoli e noci, un primo veloce e gustoso.

Buonasera, questa sera vi vorrei proporre un primo facile, gustoso e veloce da realizzare. Gli ingredienti sono tutti di stagione, noci e broccoli, e si sposano alla perfezione.
Mio fratello ha proposto questa ricetta l'altro giorno, e devo dire che il risultato è stato ottimo. Per questo procedo, senza indugiare, a spiegarvi cosa occorre per preparare questo condimento.

Ingredienti per 4 persone:

  • 100 gr di noci (senza la buccia)
  • 1 broccolo romano (o cavolo romano) di medie dimensioni 
  • olio
  • sale
  • aglio
  • peperoncino 
Preparazione:

Iniziamo pulendo e lavando il nostro broccolo, lo tagliamo, dividendo le infiorescenze, e lo mettiamo in una pentola con 2 bicchieri d'acqua e un pizzico di sale. Facciamo sbollentare la verdura per circa 20 minuti, fino a quando non è morbida (ma non deve spappolarsi) e se necessario, cioè se l'acqua dovesse ritirarsi del tutto prima della completa cottura, aggiungiamone altra.


Quando il broccolo sarà pronto scoliamolo dall'acqua in eccesso e tuffiamolo in una padella, riscaldata in precedenza, con olio, aglio e peperoncino. Il sale già lo abbiamo aggiunto durante la bollitura della verdura. Facciamo rosolare per 5-10 minuti e aggiungiamo le noci (si possono tagliare finemente o lasciare più grezze, questo dipende dal vostro gusto personale). Spadelliamo per altri 5 minuti e spegniamo il fornello. Dobbiamo andare a cuocere le nostre pennette.


Buttiamo la pasta nell'acqua bollente e, quando le pennette sono ancora un po al dente, scoliamole e aggiungiamole al condimento in padella. Riaccendiamo il fornello sotto la padella e mantechiamo  fino a completa cottura della pasta.


A questo punto non ci resta che servire ai piatti e mangiare questo trionfo di sapore.

Buon appetito e, come sempre, buona coltivazione.

domenica 19 gennaio 2014

Come realizzare una "casa" per gli insetti da balcone.

Buonasera a tutti voi amanti della coltivazione in vaso e del verde in città. Oggi vi vorrei parlare di come realizzare una "casa" per insetti. Ultimamente ho sentito parlare molto di questi piccoli rifugi e, visto che gli insetti utili (come api, sirfidi, coccinelle) sono come oro sui nostri balconi, ho pensato di provare a costruirne una con compensato, canne, bastoncini e tavolette.

Le virtù di questa casetta, di cui vi andrò a spiegare la costruzione, sono molteplici, ma credo che si possano riassumere in tre punti fondamentali:

  1. Mettere a disposizione dei nostri amici insetti una "dimora" stabile direttamente tra le piante del nostro balcone o terrazzo.
  2. Poter vedere direttamente le specie di insetti utili presenti sui nostri balconi e, cosa non da poco, poter osservare da vicino il loro ciclo riproduttivo.
  3. Avere sempre a disposizione degli alleati fondamentali nella lotta naturale ai parassiti e nell'impollinazione delle nostre piante da fiore e orticole.
Questo è un progetto di facile realizzazione e ha un costo complessivo che si mantiene basso (si possono utilizzare materiali di riciclo e di recupero), che non è un aspetto da sottovalutare in questo periodo.

Il materiale che ci occorre è:

  • 6 tavolette di compensato della misura di 10 cm x 10 cm (lo spessore è indifferente)
  • 1 tavoletta di compensato della misura di 10 cm x 14 cm di altezza (lo spessore è indifferente)
  • 1 tavoletta di compensato della misura di 10 cm x 5 cm di altezza
  • un pannello di legno da rivestimento (acquistabile in negozi di bricolage)
  • canne di diverso diametro 
  • bastoncini, rametti, tavolette e legnetti di diverso diametro e spessore
  • colla a caldo
  • sega
  • matita e righello
  • filo di ferro 
  • trapano con punte di varie dimensioni e diametro
Il trapano non è indispensabile, se non ne possedete uno, potete ovviare utilizzando esclusivamente canne e ramoscelli.

Bene vediamo come realizzare la struttura.

Prendiamo 4 delle 6 tavolette 10 x 10 e uniamole per formare un cubo. Possiamo utilizzare del nastro adesivo per stabilizzare la struttura prima dell'incollaggio. Fissiamole con la colla a caldo e facciamole asciugare. 


Quando la colla si sarà asciugata e avrà tirato, rendendo stabile la struttura, possiamo prendere le due tavolette 10 x 10 rimaste e posizionarle per formare il tetto della casetta. Per centrare bene il tetto abbiamo due possibilità: 
  1. o prendiamo il centro della struttura, in questo caso 5 cm, e centriamo le tavolette a occhio (io in questo caso ho utilizzato questo metodo) 
  2. oppure possiamo facilitare la procedura tagliando uno stecchino o bastoncino che andrà fissato con del nastro adesivo al centro della struttura. Facciamo sporgere superiormente lo stecchino della misura del sottotetto (in questo caso ho deciso di fare il sottotetto alto 4 cm, quindi avrei dovuto far sporgere lo stecchino di 4 cm). 
Spero di chiarire eventuali dubbi con le foto


Incolliamo il tutto e lasciamo asciugare. 
Quando anche il tetto sarà asciutto, possiamo procedere con la preparazione delle canne, dei ramoscelli e delle tavolette. Dobbiamo andare a tagliare tutto questo materiale in modo che entri perfettamente all'interno del cubo che abbiamo formato (quindi in questo caso andiamo a tagliare tutto con una lunghezza di 10 cm). Stabiliamo una zona posteriore e una anteriore (quella posteriore andrà chiusa con un pannello di compensato quando tutte le parti saranno state posizionate e incollate all'interno) e facciamo in modo che le aperture delle canne siano rivolte tutte sulla parte anteriore (in questo modo gli insetti saranno invogliati ad entrare e nidificare all'interno dei tunnel).


Quando avremo tagliato e preparato tutti i bastoncini, le tavolette e le canne necessarie (la quantità di uno o dell'altro elemento può essere deciso in modo personale), procediamo con l'assemblaggio e l'incollaggio di tutte le nostre parti. Cerchiamo di formare spazi e cavità di diversa forma e dimensione, così da poter abbracciare il maggior numero di specie di insetti. Inoltre con il trapano, facciamo fori di diverso diametro sulle tavolette e sui rami che abbiamo utilizzato (i fori si possono praticare sia prima di incollare il pezzo, sia dopo averlo incollato. Io in questo caso li ho fatti dopo l'incollaggio).


A questo punto la nostra casa per insetti sarà quasi completa. Aggiungiamo gli abbellimenti. Io ho optato per un tetto fatto di rami, di diverse dimensioni e lunghezze, e per un rivestimento con un pannello di bambù (si può acquistare nei negozi di bricolage). Facciamo, sul pannello, con la matita il disegno dei lati della casa e ritagliamo. Poi incolliamo tutto con la colla a caldo.


Per poterla appendere facciamo due fori da entrambi i lati sulla parte posteriore, prima di chiudere la casetta con l'ultimo pannello, e inseriamo il filo di ferro. Ritagliamo l'ultimo pannello (io l'ho fatto a forma di casa, per risparmiare tempo, altrimenti possiamo anche tagliare due pezzi: uno quadrato e l'altro triangolare per il tetto) e incolliamolo con la colla a caldo dopo averlo forato per far passare il filo di ferro.


Rivestiamo anche la parte posteriore con il pannello di bambù e facciamo le rifiniture degli angoli. Siccome sarà destinato ad essere appeso alla ringhiera di un balcone, ho aggiunto alla fine un'asticella di legno nella parte inferiore e l'ho fatta sporgere 3 cm sulla parte posteriore. Incolliamo questa linguetta e la casetta è pronta.


Appendiamo la casa in un posto tranquillo e riparato. Gli insetti non utilizzeranno immediatamente la struttura, ma ci vorrà un periodo di tempo variabile di circa un anno. Questo perché essi devono abituarsi alla presenza della casetta e devono poter prendere confidenza con essa.


Quando inizierete a vedere che alcuni buchi vengono tappati e ci sarà un certo via vai che parte dalla casa, allora saprete che i vostri inquilini hanno gradito l'alloggio che gli avete preparato.

Non mi resta che augurarvi buona costruzione e buona coltivazione a tutti.