mercoledì 7 maggio 2014

Calendario delle fasi lunari di Maggio 2014

Buongiorno a tutti amici lettori e appassionati di verde. Eccoci giunti a Maggio. Questo mese è un mese ricchissimo di stimoli e azioni da effettuare sui nostri terrazzi e balconi. Infatti proprio in questo periodo si hanno delle magnifiche fioriture e tutta la natura esplode in un mix rigoglioso di colori. Iniziano le fioriture delle rose, il clima si riscalda sempre di più permettendo la nascita e la crescita degli ortaggi che ci accompagneranno per tutta l'estate.
Fondamentale è il corretto posizionamento delle cassette che andranno ad ospitare le nostre amiche piante. Ci torna molto utile a questo proposito la pianificazione fatta durante i mesi invernali. Posizioniamo i vari vasi in modo da non mettere in ombra tratti di balcone o terrazzo. Quindi le piante andranno posizionate dalle più piccole (in direzione della luce solare), alle più grandi. Naturalmente se abbiamo necessità di ombra, come nel caso della menta, allora creiamo un angolo dedicato.
Evitiamo sempre le zone con troppo vento e assicuriamo un costante apporto idrico, anche se le temperature possono non sembrare così alte, il terreno sotto l'azione del sole e sotto il fabbisogno aumentato dei vegetali, si secca molto più velocemente.
Seguiamo con amore e costanza il nostro spazio verde e lui sicuramente ci ricompenserà molto molto cospicuamente.

Bene, passiamo  ora ai lavori che possiamo effettuare in questo mese:


  • in Luna Calante: effettuiamo la cimatura delle erbacee perenni, potiamo e ripuliamo le piante a fioritura primaverile, se il terreno nei vasi si è compattato lavoriamolo per farlo arieggiare, eliminiamo i succhioni delle rose ed eliminiamo i i boccioli sfioriti, pratichiamo la sfemminellatura sui pomodori, eliminiamo le infestanti prima che raggiungano lo stadio adulto, stendiamo la pacciamatura, rincalziamo i tuberi in vaso, spostiamo all'aperto, se ancora non era stato fatto, le piante che abbiamo all'interno; seminiamo bietole, lattughe, radicchi, spinaci estivi, cavoli, porri, indivie, sedano, rapa, ravanello, cavolfiore e carota.

  • in Luna Crescente: travasiamo gli arbusti e i fiori acquistati in vivaio, prepariamo le aree che ospiteranno le piante da fiore con un terreno ricco e ben drenante, i ciclamini stanno arrivando alla fine del loro ciclo, quindi posizioniamo i vasi con i bulbi in una zona riparata e manteniamo il terreno umido; mettiamo a dimora pomodori, melanzane, sedani, fagiolini, cetrioli, peperoni; rinvasiamo le orchidee e dividiamo i bulbi di dalia; seminiamo piante autunnali e biennali, cardo, cetriolo, fagiolo, fagiolino, pisello, pomodoro, e, se c'è abbastanza spazio, anguria, melone e zucca.

Ecco per voi il calendario: 


Buona coltivazione e buon divertimento a tutti! 

mercoledì 23 aprile 2014

Pomodoro, scheda di coltivazione in vaso.

Buon pomeriggio a tutti amici del verde e della coltivazione. Mi scuso per l'assenza ma in questo periodo ho un po più di impegni universitari. Oggi, visto l'arrivo della primavera, voglio parlarvi di un ortaggio famosissimo, ottimo e di facile coltivazione, il Pomodoro. Esistono tantissime varietà di questo ortaggio, ma quelle che mi hanno dato i risultati migliori in vaso sono i Pomodorini a Grappolo, Ciliegino, Pachino, Pomodoro in miniatura e la varietà Principe Borghese. Questa pianta, essendo di facile sviluppo, è indicata anche per coloro che volessero iniziare per la prima volta un'esperienza di coltivazione sul proprio balcone o terrazzo. Anche partendo da seme il risultato è assicurato.


Dopo questa piccola introduzione, passiamo subito alla scheda vera e propria e vediamo come coltivare al meglio il Pomodoro:

Com'è fatto: pianta erbacea annuale, a portamento inizialmente eretto, nel primo stadio di sviluppo, che poi diviene decombente nella fase della fruttificazione. Le radici sono fittonanti e si espandono lateralmente e in profondità. Il fusto e le foglie sono ricoperti da peli ghiandolari che producono una secrezione dall'odore tipico. L'altezza, in base alla specie, varia da 1 a 2 metri. Le foglie sono pennatosette, profondamente incise e con bordo irregolare e con varie foglioline di grandezze diverse. I fiori sono gialli, bisessuati e si dipartono da un'asse centrale, con peduncoli della stessa lunghezza. Organizzati in racemi formati da 4 - 12 infiorescenze. Il frutto, commestibile, è una bacca di forma variabile, sferica, allungata, globosa, con buccia sottile e polpa dolce-acidula. I semi sono numerosi, a maturità, posti nel cuore della bacca e immersi in abbondante mucillagine. Si possono avere varietà precoci o tardive, determinate (cioè che non necessitano di sfemminellatura) o indeterminate (cioè che necessitano di sfemminellatura)  e, in base al portamento, nane o rampicanti.


Dove è diffuso: pianta originaria del Sud America, entrata a far parte delle coltivazioni Europee a partire dalla seconda metà del XVII secolo. Oggi la sua coltivazione è diffusissima ed è uno degli ortaggi più coltivati, sviluppati ed utilizzati a livello gastronomico, in Italia e nel Mondo. Si coltiva fino a 1200 metri di altitudine, purché il terreno lo permetta e il ciclo di coltivazione sia breve. La sua diffusione negli orti e sui terrazzi è stata favorita anche dalla sua facilità di coltivazione.

Dove coltivare: il Pomodoro presenta radici profonde, quindi necessita di contenitori ampi, almeno 40 cm di diametro e di profondità. Io consiglio di utilizzare le cassette appositamente preparate, che danno risultati ottimi.


Che terreno e come concimare: il terreno è fondamentale per uno sviluppo buono e un'ottima fruttificazione. Deve essere morbido, fresco, ben drenato e ricco di sostanza organica. Una miscela ottima è: 40% terriccio universale, 20% torba, 15% letame ben maturo e 5% sabbia. Durante la preparazione del substrato, prima della messa a dimora o subito dopo la comparsa delle prime 5 foglie vere, consiglio di aggiungere una piccola quantità di cenere di legna (attenzione a non abbondare per non rendere il terreno troppo alcalino). Le concimazioni vanno effettuate ogni 10 giorni. Io utilizzo il macerato di ortica, con l'aggiunta di piccole quantità di cenere, e devo dire che ho ottenuto risultati ottimi. Si possono utilizzare anche altri concimi naturali, come il sangue di bue. L'importante è fornire alla pianta le giuste quantità di azoto, potassio e fosforo. Non esageriamo con le quantità di concime utilizzato, altrimenti stimoleremo l'emissione di grandi quantità di foglie a discapito dei frutti.

Come posizionare: essendo originaria del Sud America, ha bisogno di posizioni molto soleggiate per ottenere frutti ben maturi e dolci. Consiglio esposizioni a est, sud-est, sud-ovest. Scegliamo un punto del nostro terrazzo o balcone riparato dal vento eccessivo. Infatti le raffiche troppo forti potrebbero danneggiare i frutti o modificare la forma del Pomodoro stesso rendendolo esile e debole.


Quando innaffiare: le innaffiature devono essere abbondanti e regolari nella fase seguente alla germogliazione e durante tutta la vita della pianta. Si devono evitare i ristagni idrici che portano marciumi radicali e del frutto. Tra una innaffiatura e l'altra è consigliabile attendere che il terreno in superficie sia completamente asciutto. Evitiamo, durante la somministrazione di acqua, di bagnare il colletto, le foglie e i frutti del Pomodoro. Inoltre cerchiamo di utilizzare acqua a temperatura ambiente, infatti acque troppo fredde creano uno shock termico alle radici bloccando o ritardando la crescita.

Quando piantare e trapiantare: i semi possono essere messi direttamente a dimora, ad una profondità di 2-3 mm (in base alla grandezza del seme), oppure posizionati in contenitori in plastica o torba. Il periodo migliore per effettuare la semina è fine Marzo inizio Aprile. L'importante comunque è che la temperatura non scenda mai sotto i 6°C e che si mantenga più o meno costante sopra i 15°C. Prepariamo prima le buchette dove posizioneremo il seme così da stabilire bene le distanze tra una pianta e l'altra (se coltiviamo in cassette). Dovremo calcolare circa una 30 di cm tra le piante. La germogliazione, se le temperature sono buone, si avrà dopo 7-20 giorni. Il trapianto si potrà effettuare quando le piantine saranno alte 15-20 cm e avranno emesso le prime 3-4 foglie vere. Se acquistiamo piante già pronte in vivaio, il periodo ottimale per il trapianto è Aprile. Per la messa a dimora rispettiamo gli stessi criteri di distanza del posizionamento dei semi.


Come curare: il Pomodoro è una pianta abbastanza rustica che però richiede, per avere ottimi risultati, una serie di accorgimenti indispensabili. La "sfemminellatura" è una pratica fondamentale che consiste nel rimuovere i getti laterali all'ascella delle foglie (detti femminelle). Questi infatti, se lasciati sviluppare tolgono forza e vigore all'apice della pianta e diminuiscono la quantità di frutti. Forniamo dei tutori, ad esempio canne di bambù, ai fusti, per mantenerli sempre dritti e ben orientati. Quando le piantine sono ancora tenere e giovani prestiamo attenzione ai parassiti, come afidi, dorifora o nottue (nella foto in basso), che potrebbero compromettere tutto il raccolto futuro. Evitiamo di bagnare foglie e colletto radicale, per scongiurare marciumi o muffe. Il pomodoro non sopporta ambienti umidi. Per combattere i parassiti animali e non, possiamo utilizzare macerati, zolfo, acqua ramata e, se proprio non abbiamo altre alternative, il piretro. Rimuoviamo le foglie ingiallite e rovinate.


Quando raccogliere: la raccolta si effettua solitamente 150 giorni dopo la semina. Verso il mese di Giugno e fino ad Ottobre. Il grado di maturazione dipende dall'uso che si vuole fare del pomodoro. Se li vogliamo consumare freschi, vanno raccolti quando sono ben maturi e rossi, così da poter assaporare il sapore nel pieno delle proprietà organolettiche. Se li vogliamo utilizzare per metterli sott'olio conviene attendere un po di più e raccogliere il frutto quando inizia ad appassire. Per insalata conviene raccogliere quando il colore è rosato e con pochi semi. Per prelevare nel modo giusto il Pomodoro, senza creare traumi alla pianta, si deve afferrare la bacca e ruotarla leggermente. In questo modo si staccherà senza alcuna fatica. Se invece vogliamo raccogliere l'intero ramo fruttifero, conviene recidere il tutto subito dopo il punto di innesto con il fusto.


Curiosità: il nome "Pomo d'oro" fu dato dal botanico senese Pierandrea Mattioli, egli fu ispirato dal colore del frutto in origine giallo dorato. Inizialmente i Pomodori in Europa non furono presi con gioia. Infatti lo si considerava velenoso  e adatto solo come pianta ornamentale. Soltanto fra Settecento e Ottocento iniziò la sua ascesa verso l'olimpo della gastronomia e si conquistò il posto che oggi ricopre: signore delle salse. Dal punto di vista nutrizionale il Pomodoro è un toccasana. Presenta infatti un potere alcalinizzante (indicato per abbassare l'acidità in diete ricche di proteine) e contiene: vitamina A, B e C; sali alcalini di ferro e di fosforo. A maturità contiene una discreta quantità di zuccheri.

sabato 5 aprile 2014

Calendario delle fasi lunari di Aprile 2014

Buongiorno a tutti amici del verde e buon inizio di mese. Siamo ad Aprile. Questo mese è il mese della rinascita e dello sviluppo, è importantissimo per la buona riuscita delle nostre colture e per poterci assicurare un ottimo raccolto durante i mesi estivi. Tutti gli interventi che andremo ad effettuare in questo periodo saranno infatti fondamentali per le nostre amiche verdi. Quindi prestiamo particolare attenzione alle fasi della luna e alle varie tecniche che andremo ad utilizzare.
Ottimo mese per effettuare la semina, in quanto durante Aprile la natura ha una marcia in più. Facciamo, come sempre, attenzione alle gelate improvvise che potrebbero verificarsi soprattutto durante la prima metà del mese. Sbalzi repentini di temperatura potrebbero vanificare i nostri sforzi e uccidere le piante più delicate.

Vediamo allora quali sono i lavori da poter effettuare in sintonia con il nostro satellite naturale:

  • in Luna Calante possiamo: effettuare potature di riordino per gli arbusti sempreverdi, potature di rinforzo per rose, piante da fiore; concimare con concimi a lenta cessione (letame maturo) e dopo la metà del mese iniziare le concimazioni liquide (macerato d'ortica); trapiantare bulbi di cipolla, rinvasare le piante che necessitano di vasi più grandi, sfoltire radici e parte aerea delle piante che lo richiedono (gerani), iniziare i trattamenti di rinforzo con macerato d'ortica, preparare il terreno e le cassette che andranno ad accogliere i nostri ortaggi, seminare carota, cavolfiore, radicchio, spinacio, porro, sedano, lattuga e lattuga da taglio, cipolla, patata, rapa, ravanello e barbabietola.

  • in Luna Crescente possiamo: effettuare l'interramento dei bulbi a fioritura autunnale ed estiva, abituare e riportare gradualmente le nostre piante, che hanno svernato in appartamento, all'aperto; travasare le piante acquistate nei vivai, seminare fiori annuali, biennali e perenni (malva, girasoli, tagete), ortaggi come cetriolo, zucchina, pomodoro, rucola selvatica, pisello, fagiolo e fagiolino.
Prestiamo attenzione alle semine, manteniamo sempre il terreno umido ma mai fradicio. 

Ecco i calendario:


Buona semina e buona coltivazione a tutti!

sabato 1 marzo 2014

Calendario delle fasi lunari di Marzo 2014

Buongiorno amici coltivatori! Già siamo arrivati a Marzo. Questo è un mese importantissimo per avviare le nostre coltivazioni e per assicurarci raccolti ottimi a fine stagione. Inoltre Marzo è il mese della rinascita, del risveglio dal lungo riposo invernale; infatti il 20 ci sarà l'equinozio di primavera e la prima Luna Nuova coincide con l'inizio della primavera lunare. Quindi non ci resta che metterci all'opera con semine, trapianti, potature, ottimizzazione degli spazi, preparazione dei terreni di coltura e chi più ne ha più ne metta.

L'unica cosa a cui dobbiamo prestare particolare attenzione è il tempo meteorologico. Controlliamo bene l'andamento delle temperature per evitare le gelate tardive e improvvise, tipiche del mese, che possono compromettere tutte le nostre semine e colture avviate.

Quali lavori possiamo effettuare a Marzo? Vediamoli insieme:

  • in Luna Calante possiamo: preparare il terreno per le cassette e i vasi, concimiamo con letame maturo gli alberelli da frutto sui nostri balconi, potare rose, arbusti e alberi entro la metà del mese; rinvasare piante e bonsai, sostituire il primo strato di terreno se la pianta non richiede un vaso nuovo, pulire i vasi, lavorare il terreno delle fioriere e delle cassette; piantare i bulbi a fioritura estiva come dalie, gigli e gladioli; seminare sedano, cavolo, cipolla, lattuga, aglio, patata, bieta da coste e da taglio, lattuga e radicchio da taglio, spinacio, carota e finocchio.
  • in Luna Crescente possiamo: trapiantare i fiori estivi a dimora, moltiplicare per divisione dei cespi le aromatiche come maggiorana, melissa, menta, santoreggia, erba cipollina; moltiplicare per talea tutte le piante in ripresa vegetativa, seminare bietole, carote, piselli, ravanelli, melanzane, peperoni, pomodori, angurie, zucchine, zucca, fagiolo, fagiolino, melone, margherite, zinnie, crisantemi, calendule, basilico, petunie, bocca di leone. 
Il terreno per le nuove colture dovrà essere morbido, ben drenante e fertile. Utilizziamo concimi naturali come il letame maturo o il macerato d'ortica, per ottenere prodotti buoni e salutari.

Questo è il calendario: 


Non mi resta che augurarvi un buon inizio di mese e una buona coltivazione a tutti.

giovedì 27 febbraio 2014

Edera, regina degli interni.

Buona sera amici del verde e della coltivazione cittadina. Oggi vi vorrei parlare di una pianta molto diffusa e conosciuta sia allo stato selvatico sia come pianta ornamentale da interno e da esterno. Questa pianta così bella e decorativa è l'Edera, di cui la specie più diffusa è l'Edera comune il cui nome scientifico è Hedera helix.


Passiamo alla scheda di coltivazione in vaso e vediamo come trattare al meglio questo vegetale meraviglioso:

Nome: Edera comune, Edera, Hedera helix

Com'è fatta: pianta rampicante sempreverde, con fusti legnosi, radicanti e dall'aspetto lianoso. Le foglie sono verde scuro con macchie o sfumature più chiare, fino al bianco, in base alle diverse varietà. Sono coriacee, 3-5 lobate, obovate, nei rami sterili, mentre nei rami fertili sono ovoidali e appuntite (in appartamento difficilmente si avranno rami fertili). I fiori (ugualmente rari in appartamento) sono giallo-verdastri e sono organizzati in infiorescenze ad ombrello. I frutti sono bacche nerastre e tossiche. Le radici sono molto sviluppate e spuntano sui fusti legnosi fungendo da appiglio per la pianta che può così arrampicarsi su muri o tutori.


Dove è diffusa: l'Edera è originaria delle regioni euroasiatiche e mediterranee. La si può trovare comunissimamente nei boschi e nei luoghi ombrosi di tutta Italia fino ai 1000 metri di altezza. Molto diffusa anche come specie ornamentale è di facile reperibilità nei garden center e nei vivai in ogni stagione dell'anno, e in ogni varietà o specie.

Dove coltivare: l'edera non necessita di vasi eccessivamente ampi, bastano contenitori o ciotole di 20 cm di diametro al massimo. Per la sua naturale propensione ad arrampicarsi o a pendere consiglio di utilizzare vasi che si possono appendere alla parete o al soffitto, oppure posizioniamo il contenitore in un punto rialzato. In questo modo la pianta potrà far ricadere i propri rami creando un suggestivo effetto visivo.


Che terreno e come concimare: non ci sono particolari indicazioni da seguire per il terreno infatti l'Edera è una pianta molto rustica che ben si adatta a tutti i tipi di terriccio. L'unica accortezza da utilizzare è quella di utilizzare una composta soffice e ben drenante ma che mantenga sempre una certa umidità. L'Edera è abituata, nel suo habitat naturale, a un costante grado di umidità che noi dovremmo fornire attraverso il terriccio e l'ambiente in cui sarà posizionata. Evitiamo come sempre i ristagni idrici che, al contrario, provocano marciumi. Sul fondo del vaso posizioniamo uno strato di argilla espansa che aiuterà il drenaggio idrico ed eviterà i ristagni. Per quanto riguarda le concimazioni possiamo somministrare in primavera del macerato d'ortica diluito in dosi di 1:20 per favorire la ripresa vegetativa, ogni 2-3 settimane.

Come posizionare: essendo una pianta rustica, resiste bene anche alle basse temperature. Io la tengo in casa tutto l'anno e l'unica accortezza da seguire è quella di posizionare il vaso in un punto luminoso ma non esposto ai raggi diretti del sole. Infatti il sole diretto tende a seccare e bruciare le foglie. La luminosità è fondamentale per garantire una buona salute all'Edera e per accentuare le screziature più chiare delle foglie di determinate specie.


Quando innaffiare: le innaffiature devono essere regolari, facendo asciugare il terreno superficialmente tra un'innaffiatura e l'altra. In inverno riduciamo l'apporto idrico. In estate se l'ambiente dovesse presentarsi troppo secco, nebulizziamo acqua sul fogliame una due volte al giorno, consiglio di effettuare questa operazione al mattino e la sera. Le nebulizzazioni servono per garantire un'umidità ottimale alla pianta.

Quando piantare e trapiantare: l'Edera si moltiplica per talea. Il periodo migliore per effettuare questa operazione aspettiamo la tarda primavera. Si procede tagliando le talee ad una lunghezza di 10 cm dall'estremità dei tralci. Una volta tagliate posizioniamole o in un bicchiere con acqua, o in un contenitore di 5-8 cm con una miscela di torba e sabbia fine. Nel primo caso avremo una radicazione più sbrigativa, mentre nel secondo caso avremo piante più vigorose. In entrambi i casi copriamo il contenitore con della pellicola e manteniamo l'umidità e la temperatura il più possibile costante. Quando le nuove piantine avranno occupato con le radici tutto lo spazio necessario saranno pronte per il travaso e potranno essere trattate come adulte. Il trapianto successivamente andrà effettuato ogni 2-3 anni, aumentando il diametro del contenitore di 5 cm ogni volta. O comunque tutte quelle volte in cui le radici fuoriusciranno dai fori di drenaggio del vaso.


Come curare: l'Edera richiede alcuni accorgimenti particolari per svilupparsi al meglio in appartamento. Prima di tutto dobbiamo fare attenzione alla siccità ambientale, alla luce diretta del sole e alle troppe annaffiature. Nei primi due casi, siccità e luce diretta, avremo un appassimento, avvizzimento e decolorazione delle foglie. Per rimediare a questo facciamo una doccia alla pianta bagnandola completamente e posizioniamola in ambienti luminosi e lontani dalla luce diretta del sole. Nel secondo caso, eccessive annaffiature, avremo come sintomo l'annerimento fogliare. Per rimediare a questo rimuoviamo la parte colpita e sospendiamo le innaffiature fino a che non si sarà asciugato lo stato di terreno superficiale. Potiamo in primavera i tralci più lunghi o danneggiati, così da favorire lo sviluppo di nuovi germogli. Facciamo attenzione ai parassiti, come il ragnetto rosso, che possono comparire se la pianta ha subito stress ripetuti magari dovuti all'eccessivo ambiente secco.

Curiosità: l'Edera è uno dei simboli del dio greco Dioniso, colui che in romano divenne Bacco. Il mito narra che la pianta avvolse il corpo di Dioniso neonato proteggendolo dalle fiamme sprigionate dalla saetta di Zeus. L'edera viene detta "la nata due volte" per la sua duplice vita, in inverno i tralci sono smorti e le foglie sono lobate, mentre in estate c'è un'esplosione di vita e le foglie divengono di un verde brillante e di forma diversa. Per il suo modo di arrampicarsi e di resistere all'inverno è stata anche paragonata al serpente e al freddo della natura. Inoltre l'edera è una pianta velenosa, soprattutto le bacche, che provoca intossicazioni se assunta in modo inappropriato. I suoi principi attivi sono glucosidi, flavonoidi, alcaloidi e sostanze ormonosimili.

giovedì 13 febbraio 2014

Calendario delle fasi lunari di Febbraio 2014

Buonasera amici del verde e della coltivazione. Mi scuso per il ritardo nel pubblicare il calendario, ma ho avuto un bel po di problemini con l'università e altro. Comunque eccolo qui, finalmente pronto per voi.

Febbraio è il mese in cui possiamo concretizzare sempre di più la nostra voglia di piantare ed organizzare il balcone o il terrazzo per la primavera incombente. Facciamo attenzione alle gelate tardive di fine mese ed inizio Marzo. Infatti questi sbalzi termici bruschi ed improvvisi possono compromettere tutto il lavoro fatto fino ad ora.

Vediamo nel dettaglio quali lavori possiamo fare a Febbraio:

  • in Luna Calante possiamo: preparare il terreno dei vasi o delle cassette concimando e sostituendo quello esaurito, potiamo rose, arbusti caducifoglie, concimiamo le rose e le altre piante che andranno incontro a ripresa vegetativa primaverile con letame ben maturo e concimi a lenta cessione, piantiamo i bulbi dei fiori primaverili o estivi, seminiamo sedano, insalate da taglio, valerianella, bietola da coste, aglio, carote, rapa, ravanello, finocchio, lattuga, cipolle, spinaci, imbianchiamo il radicchio, ripuliamo le aromatiche dai rami secchi e le foglie avvizzite, eseguiamo potature di formazione.
  • in Luna Crescente possiamo: seminare e mettere a dimora le piante annuali che abbiamo acquistato o che sono divenute abbastanza grandi, come ad esempio il pisello odoroso o la calendula, seminiamo melanzane, cetrioli, meloni, peperoni, pomodori, piselli, zucchine, (per questi ortaggi bisogna utilizzare il letto caldo oppure verificare che le temperature non siano troppo basse), effettuiamo gli interventi antiparassitari.
In questo periodo sono di grande effetto le fioriture di bulbose come Crocus, Narcisus, Giacinto, Muscari. Questi sono tutte piante a fioritura precoce e che rallegrano e colorano i nostri balconi in previsione della primavera. Ricordiamoci di utilizzare del terreno acido e ben drenato per far crescere al meglio queste meraviglie.

Ecco il calendario di Febbraio:


Buon Febbraio, buona semina e buona coltivazione a tutti. 
Alla prossima.

domenica 2 febbraio 2014

Primula, fiore che annuncia la primavera.

Buonasera appassionati di verde e coltivazione, questa sera vi vorrei parlare di un fiore conosciutissimo e molto apprezzato per la sua fioritura copiosa e precoce, la Primula. Questo è un fiore rustico, resistente e che non richiede particolari attenzioni.
In questo caso parlerò della Primula in generale e non delle singole specie, infatti tutte condividono lo stesso metodo colturale. Tra le specie più diffuse ricordo: Primula obconica, Primula sinensis, Primula vulgaris o acaulis, Primula x kewensis (ibrido tra Primula sinensis e Primula floribunda).


Bene, passiamo adesso alle cose pratiche e alla scheda di coltivazione in vaso:

Nome: Primula

Com'è fatta: pianta erbacea, perenne, rizomatosa, in genere coltivata come annuale. Non presenta fusto, in quanto le foglie, rugose e crenato-dentate ai margini, lunghe 12 cm, ovato-spatolate o ovoidali e pubescenti (cioè ricoperte da una fitta e minuta peluria), sono riunite in rosette basali e nascono direttamente dal rizoma radicale. Il colore è verde smeraldo. Dal centro della rosetta fogliare, si sviluppano i fiori, semplici, semidoppi o doppi, in base alla specie, uno o più di uno, organizzati in ombrelle, dal profumo delicato e dai colori sgargianti e variegati, dal bianco al rosso, passando per viola, arancione, blu, giallo, ecc. Il periodo di fioritura varia da regione a regione, ma possiamo avere fioriture precoci da Dicembre fino ad Aprile-Maggio.


Dove è diffusa: il genere Primula comprende circa 500 specie diffuse in tutto il mondo. In Europa e in Italia abbiamo diverse specie indigene diffuse su tutto l'arco alpino e sull'Appennino settentrionale e centrale, tra cui ricordo due specie protette di grande fascino: Primula auricola e Primula farinosa. Diciamo che la diffusione a livello ornamentale è principalmente derivata da ibridi di Primula vulgaris. In questo periodo possiamo infatti vedere in ogni vivaio o garden center grandissime quantità di queste piante fiorite, in ogni colorazione.

Dove coltivare: la Primula è una pianta che non ha particolari esigenze. Richiede vasi al massimo di 15-20 cm di diametro per una singola pianta e abbastanza profondo. Mentre vanno benissimo ciotole di 30-40 cm per posizionare tre o quattro piantine insieme, così da creare anche un ottimo effetto visivo. Per i materiali, direi che il più indicato è la terracotta, per la traspirazione ottima, ma vanno benissimo anche vasi in legno, iuta o plastica.


Che terreno e come concimare: il terreno per la Primula, essendo una pianta di bosco, dovrà essere soffice, profondo, umido, ricco di sostanza organica e ben drenante. Si può utilizzare un mix di terriccio universale 35%, terriccio di bosco 40%, torba 10%, letame maturo 10% e sabbia di fiume 5%. Importantissimo è che non si formino dei ristagni idrici intorno alle radici, questo infatti, abbiamo ormai imparato, provoca marciumi radicali che non sono compatibili con la vita della pianta. Durante tutto il periodo della fioritura possiamo aggiungere un buon concime liquido ogni 15 giorni, ad esempio macerato d'ortica diluito in dosi di 1:10 con l'aggiunta di 1 cucchiaino di cenere per litro di acqua. Quando la pianta smetterà di fiorire, riduciamo gradualmente le concimazioni fino a sospenderle completamente.

Come posizionare: la Primula resiste bene alle basse temperature, mentre non sopporta molto le alte temperature, e non necessita di sole diretto per iniziare e mantenere una buona fioritura. Va bene qualsiasi posizione durante l'inverno, a patto che ci sia molta luce, mentre in estate, soprattutto durante i mesi più caldi e afosi (giugno, luglio e agosto) non lasciamola mai sotto il sole diretto, ma posizioniamola in una zona ombreggiata, fresca e ben illuminata. L'unica accortezza è quella di ripararla dal vento eccessivo. Quindi, si ad una posizione arieggiata, no ad una esposizione diretta sotto l'azione del vento. I fiori sono sensibili all'aumento delle temperature e appassiscono prima se la temperatura supera i 16°C. Quindi per il posizionamento scegliamo posti in cui le temperature si mantengano il più possibile al di sotto dei 15°C.


Quando innaffiare: il terreno va mantenuto sempre umido, soprattutto durante la fioritura, ma mai inzuppato. Come abbiamo già detto in precedenza, una eccessiva quantità di acqua nel substrato di coltura porta ad un ambiente asfittico, in cui le radici marciscono. Quindi annaffiamo regolarmente ma in modo pacato. Durante la somministrazione dell'acqua, facciamo attenzione a non bagnare le foglie e i fiori che potrebbero marcire. Con l'arrivo della primavera e dell'estate, se l'umidità nell'aria dovesse risultare insufficiente, è consigliabile posizionare dell'argilla espansa o dei ciottoli nel sottovaso della pianta ed aggiungere acqua. In questo modo, mettendo il vaso sui ciottoli, tramite l'effetto dell'evaporazione, manterremo una certa umidità intorno alla Primula.

Quando piantare e trapiantare: per la riproduzione abbiamo diverse possibilità. La semina è abbastanza complicata e, vista la grande varietà di ibridi, non sempre potremo avere i colori che desideravamo. Comunque vale sempre la pena tentare, quindi vi dirò come si può fare. Allora, prendiamo i semi e disponiamoli, in inverno (in serra) o in primavera, su un substrato composto da terriccio universale o compost misto a sabbia grossolana, in modo che possa rimanere umido ma non inzuppato. Ricopriamo le sementi con un sottile strato di terriccio e posizioniamo il contenitore in un luogo riparato e con temperature che rimangano costanti sui 16°C circa. Dopo 2-3 settimane, se siamo stati bravi e se i semi erano buoni, vedremo spuntare le nostre piccole Primule. Possono essere trapiantate e messe a dimora quando compaiono 4-5 foglie vere. Per il trapianto consiglio di effettuare quello con pane di terra e non a radice nuda (cioè mantenendo del terreno intorno alle radici). Oppure possiamo, in modo più semplice, praticare la divisione dei cespi delle piante più grandi, all'inizio della primavera e dopo la fioritura. Si prende la pianta, la si estrae dal vaso e si divide il pane di terra senza rovinare le radici e senza frantumare troppo la zolla. Una volta divisa, le piante così ottenute si mettono in singoli vasetti, in zone riparate e ombreggiate e si annaffiano. L'anno seguente saranno pronte per dare abbondanti fioriture.


Come curare: la Primula è una pianta rustica e resistente che non richiede cure particolari. Bastano solo pochi e semplici accorgimenti per garantire la salute ed una fioritura lunga e copiosa alle nostre piantine. Prima di tutto attenzione all'eccesso di acqua e alla scarsa areazione che provoca marciumi e comparsa di muffa grigia. Questa è una muffa che compare con macchie brune marcescenti e granelli nerastri (sclerozi), e si propaga velocemente anche sulle parti sane. Si può tentare di combattere la muffa grigia con un macerato di equiseto (1 Kg di pianta fresca in 10 l di acqua e poi diluito con acqua in rapporto 1:5 prima di irrorarlo), oppure se la propagazione è abbondante si deve procedere con la rimozione delle parti colpite e la loro distruzione. Può anche essere colpita da ragnetto rosso o afidi. In questo caso conviene tentare una rimozione manuale dei parassiti, nelle fasi iniziali, oppure utilizzare macerati appropriati, come il macerato d'ortica o assenzio, oppure insetticidi naturali, come il piretro (rimando al post sugli afidi per approfondimenti: http://verdebalcone.blogspot.it/2013/05/afidi-piccoli-e-temibili-avversari.html).
Tra le cure colturali rimuoviamo i fiori appassiti e le foglie morte e ingiallite per stimolare l'emissione di nuovo fogliame e nuovi boccioli.

Curiosità: iniziamo con l'indicare la derivazione del nome Primula. Esso deriva dal latino Primus (primo) che sta ad indicare la precoce fioritura e comparsa di questi fiorellini sui prati. Proprio questa precocità ha fatto divenire questo fiore il simbolo della prima giovinezza.
Una leggenda narra che la prima Primula (indicata con la specie Primula veris) sbocciò grazie a San Pietro. Infatti il Santo gettò le chiavi dal paradiso, poiché il Signore ne aveva richiesto un nuovo paio, e cadendo sulla terra fecero spuntare questa pianta. I suoi fiori gialli sarebbero associati ad un mazzo di chiavi tanto che viene chiamata anche "bunch of keys" (mazzo di chiavi).
La Primula è anche un segno di buona fortuna poiché sbocciando preannuncia l'arrivo della primavera.
Inoltre è una pianta apprezzata anche per le proprietà medicamentose, medicinali e magiche.


Spero di esservi stato utile. Per qualsiasi chiarimento o domanda non esitate a contattarmi. 
Buona coltivazione e buona domenica a tutti: